Grafemi

Segni, parole, significato.

Concorso – il dubbio finale

Chiedo pazienza alle persone che con grande gentilezza e coraggio hanno inviato il racconto per questa specie di concorso indetto qui su Grafemi… Il punto è che la decisione si sta rivelando più complessa del previsto.

Primo problema. Conosco la fatica che c’è dietro la scrittura di un racconto, e le speranze di emergere, in qualche modo. Dire “questo racconto non può vincere” è un atto crudele e ingiusto. Mi sono sentito, per un momento, Anton Ego su Ratatouille, quando pronuncia questo meraviglioso discorso alla fine del film:

Per molti versi la professione del critico è facile: rischiamo molto poco, pur approfittando del grande potere che abbiamo su coloro che sottopongono il proprio lavoro al nostro giudizio. Prosperiamo grazie alle recensioni negative, che sono uno spasso da scrivere e da leggere, ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che, nel grande disegno delle cose, anche l’opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale. Ma ci sono occasioni in cui un critico qualcosa rischia davvero… ad esempio, nello scoprire e difendere il nuovo. Il mondo è spesso avverso ai nuovi talenti e alle nuove creazioni: al nuovo servono sostenitori! Ieri sera mi sono imbattuto in qualcosa di nuovo, un racconto straordinario di provenienza assolutamente imprevedibile

Secondo problema. Sono un giurato unico. Questo mi ha consentito la massima libertà, ma allo stesso tempo mi ha caricato di una grande responsabilità. So bene che questo concorso è un gioco – anche per i partecipanti, io credo. Ma non c’è niente di più serio di un gioco, quando si decide di giocare davvero.

Inizialmente, ho cercato di dare un voto a ogni racconto; poi ho capito che il mio obiettivo non doveva essere stilare una classifica dei racconti ma individuare l’unico vincitore. Ho iniziato quindi a fare una prima scrematura (persi dodici racconti), poi una seconda (persi sei). Ne rimangono cinque.  Anche tra quelli che si sono arresi, ci sono cose notevoli. E non escludo di rivedere tutto dall’inizio. La valutazione, comunque, rimane del tutto personale: non esiste un criterio predefinito. Come diceva Nabokov, si valuta con la spina dorsale – tutti gli altri discorsi sono teorie che non mi interessano.

Questo è il penultimo post sull’argomento. Nel weekend contatterò il vincitore per comunicargli la mia decisione. Poi, qui scriverò il titolo del racconto vicitore. Nei giorni successivi, contatterò gli altri concorrenti per dire cosa ho apprezzato dei loro racconti. Ancora qualche ora di meditazione… Intanto ancora grazie a tutti.

Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

2 commenti su “Concorso – il dubbio finale

  1. Freddy
    28/09/2016

    Novità dal fronte?

    Mi piace

  2. Paolo Vigo
    11/10/2016

    News?

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 01/09/2016 da in Satura Lanx con tag .

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