La Passione secondo Matteo

Giovedì 16 marzo è uscito un mio nuovo romanzo, “La Passione secondo Matteo”, per Neo Edizioni. E’ stato un parto lungo e travagliato, quello che sta dietro alla nascita di questo libro – viene al mondo con quasi dieci anni di storia alle spalle.
Ha avuto tanti momenti iniziali. Ricordo che un giorno ero casa dei miei, e mio padre aveva sullo stereo di camera sua “La Passione secondo Matteo” di Bach. Era il 2008, o giù di là. La musica sacra, quando è così elevata, risveglia sentimenti profondi; nel caso specifico, la rappresentazione della morte di Gesù, e di tutto il calvario che l’aveva preceduta, aveva qualcosa di profondamente umano: l’opera si conclude con i discepoli che, smarriti, piangono incredubili sulla tomba del loro maestro. Nella Germania protestante, la Matthäuspassion è considerata il quinto vangelo, e nella sua umanità si intravedono i tratti fondamentali del luteranesimo.

All’idea, vaga, di scrivere qualcosa  che c’entrasse con quello che avevo ascoltato, se n’è affiancata un’altra sul rapporto tra un quarantenne un po’ stanco e un padre prossimo alla morte la cui pazzia avrebbe saputo scoperchiare una verità nascosta di suo figlio. Nel 2008 avevo iniziato a scrivere qualcosa senza avere alcun piano preciso; presto, però, quel progetto embrionale fu scavalcato da un’altra storia che, anche se non ha mai visto la luce presso il pubblico, fu portata comunque a compimento: “La gentilezza del carnefice”, storia di un uomo soffocato da una famiglia oppressiva che decide di rivoluzionare la propria vita, prendendo la via della latitanza. Nel 2010 la storia è tornata a prendere corpo; il padre era rinsavito ed era diventato un uomo con un grande passato, ma ormai sul viale del tramonto. Compare anche una sorellastra, di cui non so bene che fare, e la madre del protagonista, che muore proprio nel primo capitolo, colpita da un fulmine. Un po’ di rimunigii, due o tre capitoli, ma poi stop. Altra falsa partenza. “La felicità esiste” prende il sopravvento. In uno dei suoi capitoli, però, compare quello che sarebbe diventato il protagonista de “La Passione secondo Matteo”: è il capo di Marco Baganis, ed è un uomo integerrimo, religioso, devoto al lavoro. E’ quasi tutto pronto; c’è solo un grande dubbio legato al luogo in cui gi svogle la storia. Un viaggio in Ucraina, nell’estate del 2011, risolve il mio problema.
Una volta finito il libro, però, si rompe qualcosa. Mi fermo. Mi butto su un altro libro, dove compaiono sia Matteo che Baganis. Altro stop. Scrivo “XXI secolo”. E finalmente sono pronto per la Passione.

So che tutto questo non è molto importante: lo scrivo solo per riordinare le idee un attimo prima di mettere la parola fine a questa avventura. Riguarda me, la mia vita interiore, il mio modo di scrivere; non voglio perdere la storia dei miei tentativi, dei miei esperimenti. Non sono uno scrittore, questo lo so per certo. Sono un essere umano che vive, pensa, prova sentimenti, qualche volta scrive, esplora, mugugna, soffre, e ama, sorride, talvolta ride, alleva, condivide, legge e ascolta musica, si guarda intorno, crea teorie su ogni cosa, lavora, suona (male) il pianoforte, parla, guarda, e sente. Nessuna di queste attività, da sola, mi definisce. Scrivere è un’esperienza, come tirare su dei figli, imparare ad andare in barca, studiare qualcosa. So da dove parto ma non so dove arrivo. Mi piace farlo, e sono consapevole di quello che sto facendo ma non assomiglia in nessun modo a un lavoro. Mi complico la vita da solo ponendomi ogni volta obiettivi diversi. Se imparo a fare qualcosa, se scopro una voce che funziona, la volta dopo ripartire da capo, cercando una nuova sfida. Non sempre le vinco, ma il tentativo di ottenere il risultato che avevo in mente è ciò che definisce la mia attività di scrivere.

E quindi è uscito “La Passione secondo Matteo”. La Neo è ancora la mia compagna di avventure: ci siamo scelti reciprocamente, come succede nei grandi amori, e continuiamo così. La copertina, diversa da tutte quelle precedenti, inaugura la nuova veste grafica della casa editrice. Ci saranno un po’ di presentazioni, come sempre accade in questi casi – ed è curioso come la vita di chi scrive passi anche per esperienze che con la scrittura non hanno nulla in comune. Ma serve, aiuta, fa crescere. E diverte.
Sul libro, non so davvero che dire. Ci ho messo tutto quello che avevo – ne sono uscito svuotato. Una volta tanto, ho abbandonato astuzie e malizie e ho cercato di andare fino in fondo. Ma ora che è diventato pubblico, posso fare un passo indietro e mettermi tranquillo. Il libro si è messo in cammino e farà la strada che dovrà fare – breve o lunga che sia. Io, inizio a pensare alla storia successiva… 😉

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7 thoughts on “La Passione secondo Matteo

  1. E’ bello ripercorrere questa genesi. Lo è di riflesso anche per noi che leggiamo. Bello intuire (e condividere anche, perché no) come la scrittura sia parte di noi, della nostra vita: espressione, voce, ricerca e viaggio. Ma non sia altro che questo. Che ci sia sempre e comunque molto altro da sperimentare e vivere; che ci sia altro, tanto altro a dare fiato, ad aprire gli occhi a sollecitare i sensi, a scorticare la pelle, a scrivere e incidere ricordi, emozioni, esperienze. Pagine altre. O semplicemente altre pagine. Grazie della condivisione. Si sente, sì, si sente eccome che è un bel momento questo, questa separazione, questo commiato, questa liberazione, questo girare un’altra volta pagina. Congratulazioni.

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  2. La mia settimana si apre con uno scopo che sovrasta tutti gli altri: fiondarmi in libreria a Varese per comprare questo Romanzo.
    In bocca al lupo a te e alla tua nuova creatura!! 🙂

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