Io, Calenda e Twitter

Nel libro che sto leggendo in questi giorni, “Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social” di Jaron Lanier (tradotto da Francesca Mastruzzo e pubblicato da Il Saggiatore), si dice, tra le altre cose, che i social tirano fuori il peggio di ciascuno – non solo dagli altri, ma anche da te, e quindi... Continue Reading →

La cena dei condomini – di Martina Manfrin

Tra i vari argomenti ricorrenti che tornano quando si parla di letteratura, di libri e autori, oltre al problema della giusta distanza del narratore dai suoi personaggi, la prevalenza della trama o quella dello stile e le d eufoniche - ci vanno o non ci vanno? - c'è sempre la questione dell'impegno sociale degli scrittori:... Continue Reading →

Il linguaggio che non c’è

Ne "La guerra dei meme", l'ottimo saggio filosofico di Alessandro Lolli uscito da poco per effequ che affronta uno dei fenomeni tipici di questo decennio, il meme, a un certo punto l'autore riporta un'affermazione che mi pare centrale per capire quali sono le difficoltà intrinseche, e probabilmente insuperabili, che la sinistra deve affrontare in questo particolare... Continue Reading →

La Gogna

In quello che ritengo essere il migliore album di Vinicio Capossela, "Canzoni a manovella", c'è il brano "Decervellamento", ispirato a un autore francese dell'ottocento, Alfred Jarry. Parla della gogna, del piacere quasi innato di veder morire qualche capro espiatorio, e del rischio di finire male, in questo gioco. Sul finale, infatti, il personaggio principale, tira... Continue Reading →

Il Grande Romanzo Distopico

Quando Aurelio Benini concluse l'Università (economia aziendale), e trovò un lavoro come impiegato nel reparto "Gestione fornitori" di un'azienda che produceva frigoriferi - tre capannoni nella prima perifieria di Padova - aveva compiuto da poco venticinque anni e sentiva che i suoi migliori talenti non si erano ancora espressi. Frequentava ancora le elementari quando scrisse... Continue Reading →

Politics #1 – Dooh Nibor!

Nei corsi di introduzione all'economia, uno dei primi concetti trattati è la famosa legge della domanda e dell'offerta; qualche capitolo dopo, invece, si affronta la "propensione marginale al consumo", un concetto meno popolare e spesso trascurato. La propensione marginale al consumo indica quanto un soggetto è disposto a consumare (cioè a spendere nell'acquisto di beni... Continue Reading →

Una tentazione

Tanto tempo fa, nel 2012, ho letto nel giro di pochi mesi due libri di Bauman sulla società liquida, un saggio di Franzen e il suo romanzo "Libertà", e un bellissimo studio di Morozov sull'ingenuità della rete. Le riflessioni che ne erano seguite, la maggior parte delle quali le facevo in autobus tornando a casa... Continue Reading →

Stallo alla messicana

Ieri sera a cena mio padre ha detto che il problema non sarà tanto decidere per chi votare a marzo, ma, piuttosto, chi voteremo a giugno, alla prima delle tante ripetizioni elettorali che saranno fatte nella speranza che prima o poi venga fuori una maggioranza. Non so se essere così pessimista - ieri pomeriggio, parlando... Continue Reading →

Faccio Yaya (come Tourè)

Tra i pochi libri che mi hanno cambiato la vita (no, non sono proprio pochi, ma sono comunque numerabili) c'è anche "La struttura delle rivoluzioni scientifiche" di Thomas Khun - un saggio che non può essere riassunto in poche righe senza perderne il senso complessivo; facendo una forzatura, però, ne estrapolo alcune idee... La prima:... Continue Reading →

Burioni il bullo

Uno dei libri più belli e meno conosciuti di Flaubert è il "Dizionario delle idee comuni", una lunga raccolta di frasi da usare per fare bella figura in società e dimostrare di essere colti e brillanti - senza sapere di cosa si sta parlando. Non è, come si potrebbe pensare a prima vista, un catalogo... Continue Reading →

Quando ero morto

Non mi è mai successo di sentirmi in dovere di aggiungere un qualsiasi tipo di spiegazione a uno dei miei racconti – se talvolta sono risultati ambigui, dal punto di vista morale, o sessuale, o antropologico, posso dire di aver fatto bene il mio lavoro. Quando si parla di Hitler, però (e questo racconto parla... Continue Reading →

Il mio futuro di allora

Sono nato in un mondo in cui la tecnologia più evoluta era il televisore analogico con due canali (un'ingenua freccia lampeggiante indicava l'inizio di un programma nell'altro canale). I miei genitori ritenevano che quel passatempo ci avrebbe rovinati, così come i loro genitori erano convinti che il telefono avesse tolto il piacere di uscire per... Continue Reading →

I numeri di Padova

Faccio una piccola incursione nel mondo della realtà per un aspetto che mi sta a cuore. Vivo a Padova dal 1970 e ho sempre seguito la politica locale. Al di là della retorica che rende isterica qualsiasi discussione su questi temi, credo che la mia città meriti un buon sindaco - cioè non Bitonci. Questo... Continue Reading →

Masterchef

Siamo abituati a criticare ciò che non conosciamo, soprattutto se si tratta di qualcosa che ha successo. Capita spesso anche a me, sebbene debba ammettere che con il passare degli anni sto diventanto meno severo nei confronti del mondo. Mi sono reso conto che qualche volta prendevo posizione per sentirmi schierato dalla parte di quelli... Continue Reading →

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