Il Grande Romanzo Distopico

Quando Aurelio Benini concluse l'Università (economia aziendale), e trovò un lavoro come impiegato nel reparto "Gestione fornitori" di un'azienda che produceva frigoriferi - tre capannoni nella prima perifieria di Padova - aveva compiuto da poco venticinque anni e sentiva che i suoi migliori talenti non si erano ancora espressi. Frequentava ancora le elementari quando scrisse... Continue Reading →

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Saul Bellow e la difesa dell’Occidente

E' curioso come gli scrittori che amo di più siano accomunati dal fatto di essere, più o meno tutti, dei conservatori - del genere intelligente, certo, il che li rende comunque creature rare, ma la sostanza del mio problema non cambia: esiste qualche legame tra arte e politica? E se sì, perché proprio nel modo... Continue Reading →

Politics #1 – Dooh Nibor!

Nei corsi di introduzione all'economia, uno dei primi concetti trattati è la famosa legge della domanda e dell'offerta; qualche capitolo dopo, invece, si affronta la "propensione marginale al consumo", un concetto meno popolare e spesso trascurato. La propensione marginale al consumo indica quanto un soggetto è disposto a consumare (cioè a spendere nell'acquisto di beni... Continue Reading →

Una tentazione

Tanto tempo fa, nel 2012, ho letto nel giro di pochi mesi due libri di Bauman sulla società liquida, un saggio di Franzen e il suo romanzo "Libertà", e un bellissimo studio di Morozov sull'ingenuità della rete. Le riflessioni che ne erano seguite, la maggior parte delle quali le facevo in autobus tornando a casa... Continue Reading →

Stallo alla messicana

Ieri sera a cena mio padre ha detto che il problema non sarà tanto decidere per chi votare a marzo, ma, piuttosto, chi voteremo a giugno, alla prima delle tante ripetizioni elettorali che saranno fatte nella speranza che prima o poi venga fuori una maggioranza. Non so se essere così pessimista - ieri pomeriggio, parlando... Continue Reading →

Faccio Yaya (come Tourè)

Tra i pochi libri che mi hanno cambiato la vita (no, non sono proprio pochi, ma sono comunque numerabili) c'è anche "La struttura delle rivoluzioni scientifiche" di Thomas Khun - un saggio che non può essere riassunto in poche righe senza perderne il senso complessivo; facendo una forzatura, però, ne estrapolo alcune idee... La prima:... Continue Reading →

Burioni il bullo

Uno dei libri più belli e meno conosciuti di Flaubert è il "Dizionario delle idee comuni", una lunga raccolta di frasi da usare per fare bella figura in società e dimostrare di essere colti e brillanti - senza sapere di cosa si sta parlando. Non è, come si potrebbe pensare a prima vista, un catalogo... Continue Reading →

Quando ero morto

Non mi è mai successo di sentirmi in dovere di aggiungere un qualsiasi tipo di spiegazione a uno dei miei racconti – se talvolta sono risultati ambigui, dal punto di vista morale, o sessuale, o antropologico, posso dire di aver fatto bene il mio lavoro. Quando si parla di Hitler, però (e questo racconto parla... Continue Reading →

Il mio futuro di allora

Sono nato in un mondo in cui la tecnologia più evoluta era il televisore analogico con due canali (un'ingenua freccia lampeggiante indicava l'inizio di un programma nell'altro canale). I miei genitori ritenevano che quel passatempo ci avrebbe rovinati, così come i loro genitori erano convinti che il telefono avesse tolto il piacere di uscire per... Continue Reading →

I numeri di Padova

Faccio una piccola incursione nel mondo della realtà per un aspetto che mi sta a cuore. Vivo a Padova dal 1970 e ho sempre seguito la politica locale. Al di là della retorica che rende isterica qualsiasi discussione su questi temi, credo che la mia città meriti un buon sindaco - cioè non Bitonci. Questo... Continue Reading →

Masterchef

Siamo abituati a criticare ciò che non conosciamo, soprattutto se si tratta di qualcosa che ha successo. Capita spesso anche a me, sebbene debba ammettere che con il passare degli anni sto diventanto meno severo nei confronti del mondo. Mi sono reso conto che qualche volta prendevo posizione per sentirmi schierato dalla parte di quelli... Continue Reading →

Voragini

Per ogni catastrofe, naturale o umana, esiste almeno una teoria del complotto che spiega come la realtà sia completamente diversa da quella che crediamo. Anzi, che ci fanno credere. I complottisti, infatti, usano spesso la terza persona plurale indefinita, senza specificare chi sia il soggetto. Ora tocca ai terremoti. Passando un po' del mio tempo... Continue Reading →

La modernità fugace

 C'è stato un tempo – fine del 2007, se non ricordo male, e due o tre anni successivi – in cui ero fermamente convinto che Infinite Jest fosse uno dei più importanti romanzi mai scritti, un'opera in grado di condensare in sé tutte le migliori istanze della letteratura contemporanea. Lasciando decantare la mia prima impressione,... Continue Reading →

Il tedio

Tra tutti i social, Twitter, che pure gode (o ha goduto) di grande considerazione, è il più misterioso. Mentre mi è chiaro, forse anche troppo, a cosa servono Whatsapp, Facebook, i blog, le mail o Youtube, non ho ancora compreso lo scopo di Twitter. Lo uso, e da molto (sono iscritto dal 2007, credo di... Continue Reading →

Scrivere fiction, di Philip Roth

Anche se in Italia è conosciuto quasi esclusivamente per i suoi numerosi romanzi, Philip Roth è stato, e forse è ancora, un critico letterario piuttosto lucido ed incisivo, che non smentisce la sua natura di intellettuale vivacemente polemico. In questi anni, un pezzettino alla volta, ho letto “Reading myself and others”, una raccolta di saggi... Continue Reading →

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