L’arte e i regimi

Ciclicamente, sulla letteratura e le arti in generale si abbatte la scure del nuovo regime di turno: scende la cappa della censura, si accendono i falò, si preparano lunghe liste di ciò che non va letto, visto, ascoltato – e quasi sempre c’entra la morale – che parola pericolosa, la morale! Quanto manipolabile, quanto incerta….

La politica prima di tutto

Il mio sogno sarebbe quello di trovare la forza, prima o poi, di tirarmi fuori dalla vita social – resistere alla tentazione di dire la mia su certe questioni così contemporanee, così contingenti… Come molti, ho usato ogni tipo di social per esprimere le mie opinioni, convinto che servisse a qualcosa; con il tempo mi…

Gli impercettibili

Ieri pomeriggio, nella playlist di Spotify che ascoltavo mentre ero al lavoro è comparsa “Reality” di Richard Sanderson, colonna sonora de “Il tempo delle mele”, film francese che uscì in Italia nel gennaio del 1982, o alla fine del 1981 – film che io vidi con due compagni di classe (prima D, scuola media Giotto,…

Esperienza

Quando è nato il nostro primo figlio, nel 2004, io e mia moglie non avevamo alcuna esperienza in merito: come la stragrande maggioranza dei genitori, ci siamo messi a leggere libri, a chiedere consigli al pediatra, a comprare dispositivi sanitari per pesare i decagrammi, tirare fuori il latte, mantenerlo a una temperatura corretta, e non…

Io, Calenda e Twitter

Nel libro che sto leggendo in questi giorni, “Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social” di Jaron Lanier (tradotto da Francesca Mastruzzo e pubblicato da Il Saggiatore), si dice, tra le altre cose, che i social tirano fuori il peggio di ciascuno – non solo dagli altri, ma anche da te, e quindi…

La cena dei condomini – di Martina Manfrin

Tra i vari argomenti ricorrenti che tornano quando si parla di letteratura, di libri e autori, oltre al problema della giusta distanza del narratore dai suoi personaggi, la prevalenza della trama o quella dello stile e le d eufoniche – ci vanno o non ci vanno? – c’è sempre la questione dell’impegno sociale degli scrittori:…

Il linguaggio che non c’è

Ne “La guerra dei meme”, l’ottimo saggio filosofico di Alessandro Lolli uscito da poco per effequ che affronta uno dei fenomeni tipici di questo decennio, il meme, a un certo punto l’autore riporta un’affermazione che mi pare centrale per capire quali sono le difficoltà intrinseche, e probabilmente insuperabili, che la sinistra deve affrontare in questo particolare…

La Gogna

In quello che ritengo essere il migliore album di Vinicio Capossela, “Canzoni a manovella”, c’è il brano “Decervellamento”, ispirato a un autore francese dell’ottocento, Alfred Jarry. Parla della gogna, del piacere quasi innato di veder morire qualche capro espiatorio, e del rischio di finire male, in questo gioco. Sul finale, infatti, il personaggio principale, tira…

Il Grande Romanzo Distopico

Quando Aurelio Benini concluse l’Università (economia aziendale), e trovò un lavoro come impiegato nel reparto “Gestione fornitori” di un’azienda che produceva frigoriferi – tre capannoni nella prima perifieria di Padova – aveva compiuto da poco venticinque anni e sentiva che i suoi migliori talenti non si erano ancora espressi. Frequentava ancora le elementari quando scrisse…

Saul Bellow e la difesa dell’Occidente

E’ curioso come gli scrittori che amo di più siano accomunati dal fatto di essere, più o meno tutti, dei conservatori – del genere intelligente, certo, il che li rende comunque creature rare, ma la sostanza del mio problema non cambia: esiste qualche legame tra arte e politica? E se sì, perché proprio nel modo…

Politics #1 – Dooh Nibor!

Nei corsi di introduzione all’economia, uno dei primi concetti trattati è la famosa legge della domanda e dell’offerta; qualche capitolo dopo, invece, si affronta la “propensione marginale al consumo”, un concetto meno popolare e spesso trascurato. La propensione marginale al consumo indica quanto un soggetto è disposto a consumare (cioè a spendere nell’acquisto di beni…

Una tentazione

Tanto tempo fa, nel 2012, ho letto nel giro di pochi mesi due libri di Bauman sulla società liquida, un saggio di Franzen e il suo romanzo “Libertà”, e un bellissimo studio di Morozov sull’ingenuità della rete. Le riflessioni che ne erano seguite, la maggior parte delle quali le facevo in autobus tornando a casa…

Stallo alla messicana

Ieri sera a cena mio padre ha detto che il problema non sarà tanto decidere per chi votare a marzo, ma, piuttosto, chi voteremo a giugno, alla prima delle tante ripetizioni elettorali che saranno fatte nella speranza che prima o poi venga fuori una maggioranza. Non so se essere così pessimista – ieri pomeriggio, parlando…

Faccio Yaya (come Tourè)

Tra i pochi libri che mi hanno cambiato la vita (no, non sono proprio pochi, ma sono comunque numerabili) c’è anche “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” di Thomas Khun – un saggio che non può essere riassunto in poche righe senza perderne il senso complessivo; facendo una forzatura, però, ne estrapolo alcune idee… La prima:…

Burioni il bullo

Uno dei libri più belli e meno conosciuti di Flaubert è il “Dizionario delle idee comuni”, una lunga raccolta di frasi da usare per fare bella figura in società e dimostrare di essere colti e brillanti – senza sapere di cosa si sta parlando. Non è, come si potrebbe pensare a prima vista, un catalogo…