Grafemi

Segni, parole, significato.

La modernità fugace

 C’è stato un tempo – fine del 2007, se non ricordo male, e due o tre anni successivi – in cui ero fermamente convinto che Infinite Jest fosse uno dei … Continua a leggere

28/10/2016 · 7 commenti

Mia moglie ha sposato un comunista

Ricordo bene quando da piccolo nascondevo ai miei compagni di classe, alla mia maestra, alla suora che mi faceva catechismo, la realtà della mia famiglia: nonostante le apparenze, eravamo una … Continua a leggere

10/07/2016 · 6 commenti

Letargia

Nonostante le apparenze, questo blog non è morto. Non è neppure agonizzante. E’ in letargo, in attesa di tempi più sereni – anzi: in attesa di tempo, di un tempo … Continua a leggere

28/05/2016 · 3 commenti

Viaggio nel tempo

Non mi stancherò mai di dirlo: la più grande e più importante invenzione del ventunesimo secolo è Google. I suoi creatori meriterebbero il Nobel – per l’economia, la fisica, la … Continua a leggere

27/02/2016 · 5 commenti

La supremazia del consumatore

Questa mattina, costretto a una lunga attesa nella sala d’aspetto del dottore (il sabato è il giorno in cui tutti i lavoratori possono finalmente andare a farsi dare un’occhiata), ho … Continua a leggere

13/12/2015 · 3 commenti

I pomodori di Agnelli

Qualche giorno fa John Elkann ha espresso un suo parere suo giovani disoccupati; riprendendo le idee della Fornero, o quelle della Tatcher e Reagan degli anni ottanta, o quelle dei … Continua a leggere

16/02/2014 · 5 commenti

Se per assurdo

Nel settembre del 2012, dopo aver letto lo splendido “HHhH – Il cervello di Himmler si chiamava Heydrich” di Laurent Binet, ho fatto un po’ di ricerche su Internet per … Continua a leggere

04/02/2014 · 5 commenti

L’inserto del lunedì – Kafka e i concorsi a cattedra, di Francesco Zardi

Dopo aver pubblicato il post sull’Istituto di Fisica di Padova, visto attraverso la lente deformante dei ricordi, mio padre, che in quell’istituto ci ha lavorato – ci ha vissuto – … Continua a leggere

02/12/2013 · Lascia un commento

Il consenso

Come tanti uomini della mia età, ho fatto il servizio militare: un mese a Taranto, per una specie di CAR, e poi undici a Padova, in un aeroporto militare. Ero … Continua a leggere

08/03/2013 · 7 commenti

Anestesia Occidentale

Sul blog di Vicolo Cannery, qualche giorno fa è uscito un mio post su Patricia Hearst. Chissà se qualche volta, mentre sei al telefono con tua figlia, ci pensi ancora. … Continua a leggere

08/12/2012 · 9 commenti

Fiat e Vodafone: due pesi e due misure

Qualche giorno fa ho chiesto ad Alessandra Spizzichino, che è co-autrice di un blog che seguo da tempo, quello delle Ragazze (click per aprirlo) se poteva riassumermi quello che è … Continua a leggere

09/11/2012 · 15 commenti

Olio di ricino

Tre o quattro settimane fa stavo andando al lavoro in autobus quando ho sentito una conversazione tra due uomini (che, tra l’altro, dovrebbero essere miei colleghi) – parlavano di politica. … Continua a leggere

05/11/2012 · 20 commenti

Quella volta era diverso?

Quando passo qualche giorno nella casa natale di mia moglie, dalle parti di Trieste, dove vive ancora sua madre, trovo, in giro per le stanze, i resti dei miei soggiorni … Continua a leggere

14/10/2012 · 1 Commento

Marchionne, lo vogliamo noi

Lo ammetto: mi piacerebbe un sacco mandare a cagare Marchionne. Dirgli che di una Fiat che, dopo aver ricevuto miliardi dallo Stato Italiano decide di andare dove offrono di più, … Continua a leggere

24/09/2012 · 5 commenti

Le bugie hanno il naso lungo

Una delle invenzioni più felici di Collodi è stata quella del naso di Pinocchio che si allunga quando il suo proprietario dice una bugia: è un’idea suggestiva, che da un … Continua a leggere

13/09/2012 · 1 Commento

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XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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