Il Grande Romanzo Distopico

Quando Aurelio Benini concluse l'Università (economia aziendale), e trovò un lavoro come impiegato nel reparto "Gestione fornitori" di un'azienda che produceva frigoriferi - tre capannoni nella prima perifieria di Padova - aveva compiuto da poco venticinque anni e sentiva che i suoi migliori talenti non si erano ancora espressi. Frequentava ancora le elementari quando scrisse... Continue Reading →

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La prima cosa da fare – Andrea Brancolini

Nelle chiacchiere, brevi ma mai superficiali, tra me e l'autore di questo racconto, Andrea Brancolini, una volta è venuto fuori il concetto di "dignità": la scrittura richiede "dignità", anche nel senso di essere "degni di scrivere". Personalmente, sono convinto che prima o poi si debba avere l'incoscienza di buttarsi: che in fondo sia meglio scrivere... Continue Reading →

La Silvana, Monica e io – di Rina Camporese

Nel febbraio del 1985, quando non avevo ancora 15 anni - il viso ricoperto da una costellazione di brufoli, un inizio di innamoramento con una compagna di classe, una versione di latino e greco al giorno - mi ruppi i legamenti del ginocchio sinistro, in palestra, a scuola, dopo un disastroso impatto con un ciccione... Continue Reading →

Anna e François, di Elena Rui

Io ed Elena condividiamo lo stesso problema: entrambi scriviamo racconti nei quali il sesso, l'esperienza sessuale, il desiderio, l'ambiguità che qualche volta l'accompagna, il suo insinuarsi di soppiatto nelle vite delle persone, assumono un ruolo centrale. Ne parlavamo la settimana scorsa, a Torino, tra un caffè e una birretta, e ci domandavamo, ridendo: e di... Continue Reading →

Il bambino interiore al campeggio – di Gianluigi Bodi

Continua, qui su Grafemi, la proposta di racconti - questa volta è il turno di Gianluigi Bodi, che oltre ad aver creato Senzaudio, blog letterario con la passione per le case editrici indipendenti, è anche uno scrittore dotato di un talento pari solo alla sua modestia, notoriamente elevata. Felice di ospitare qui una storia che... Continue Reading →

Guasto – di Roberta Garavaglia

Ho letto il primo racconto di Roberta Garavaglia per caso: ero giurato di un concorso al quale avevano partecipato decine di concorrenti tra i quali c'era anche lei. Il racconto mi era piaciuto così tanto che ho chiesto agli organizzatori del concorso di mettermi in contatto con l'autrice che, sulla base delle informazioni che avevo... Continue Reading →

Quello che vedi tu – un racconto di Andrea Siviero

Primo maggio, festa dei lavoratori. Quando ero piccolo, a casa mia girava la copertina di un disco in cui c'era l'orologio del lavoratore: 8 ore per lavorare, 8 ore per studiare, 8 ore per dormire. Altri tempi, che onestamente un po' rimpiango: è finita la voglia di diventare persone migliori attraverso la conoscenza. Però io... Continue Reading →

Gatti in scatola

Per molto tempo, Dunja mi ha chiesto: "quand'è che scriverai qualcosa per i nostri figli?". Ci ho pensato spesso, e mi sarebbe piaciuto davvero - quando erano bambini, la sera leggevo loro molti libri e l'idea che una di quelle storie fosse mia, pensata per loro, sulla base di quello che amavano (quell'amore fanciullesco per... Continue Reading →

Le sottili pareti del cuore

Una coppia un po' avanti con gli anni decide di cambiare casa. Quella in cui vivono, infatti, una villetta costruita all'inizio del novecento, presenta tutti i segni del tempo: tubature marce, impianto elettrico non a norma, cattivi odori che provengono dal bagno, e insetti che si infilano in tutte le stanze, topi in dispensa, tarli,... Continue Reading →

Chi non ama Virginia Woolf? – di Evelina Miteva

Sono molto felice, e orgoglioso, di ospitare su Grafemi il racconto di un'autrice bulgara nata in Lituania, Evelina Miteva - un'uscita qui in Italia che spero le porti tanta fortuna. Mi piace pensare che tra qualche anno ci saranno buoni motivi per ricordare questo momento! La traduzione è stata curata direttamente dall'autrice, che ha studiato... Continue Reading →

La cosa

“Sette mesi, tu?” “Cinque. Ho trovato un sito che gestisce le rinunce”. Mi guardava gongolante. “Mi stai dicendo che c'è qualcuno che ci rinuncia?” “No, ti sto dicendo che c'è qualcuno che nel frattempo muore e lascia un posto libero”. Eravamo in pausa pranzo, al bar davanti all'ufficio, e stavamo mangiando un piatto di melanzane... Continue Reading →

Quando ero morto

Non mi è mai successo di sentirmi in dovere di aggiungere un qualsiasi tipo di spiegazione a uno dei miei racconti – se talvolta sono risultati ambigui, dal punto di vista morale, o sessuale, o antropologico, posso dire di aver fatto bene il mio lavoro. Quando si parla di Hitler, però (e questo racconto parla... Continue Reading →

Ti sto dicendo grazie – Daniele Campanari

Riprende, dopo un po' di tempo, la pubblicazione su Grafemi di racconti di altri autori. Nel caso specifico, sono rimasto estremamente colpito dalla qualità della scrittura di Daniele Campanari, e dalla bellezza di questo racconto: non faccio il talent scout (mi piacerebbe ma non ne ho il tempo), ma mi auguro che qualche editore in... Continue Reading →

L’amore respinto

Ci sono alcuni aforismi che continuano a rimbombarmi in testa. Uno di questi l'ha scritto Stendhal e parla di amore e letteratura. Vado a memoria: ci sono così tanti tipi di amore da riempire una galassia; noi, fino ad ora, ci siamo limitati a descrivere due o trecento stelle, e neppure le più luminose. In... Continue Reading →

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Spero, credo, insomma.

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