Dove siete?

Ho sempre avuto la passione della teoria dei sei gradi di separazione - la cui fondatezza è stata dimostrata di recente dalla rete Internet, e da Facebook in particolare. Nonostante questo, non sono mai riuscito, ad esempio, a ritrovare mio cugino Alessandro Pirola, di Milano, che non vedo dalla fine degli anni settanta; ed è... Continue Reading →

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L’amore respinto

Ci sono alcuni aforismi che continuano a rimbombarmi in testa. Uno di questi l'ha scritto Stendhal e parla di amore e letteratura. Vado a memoria: ci sono così tanti tipi di amore da riempire una galassia; noi, fino ad ora, ci siamo limitati a descrivere due o trecento stelle, e neppure le più luminose. In... Continue Reading →

Honey moon

Abbiamo fatto il viaggio di nozze in Spagna: non subito dopo il matrimonio, quando mi ero preso solo un giorno di ferie il venerdì e uno il lunedì, ma in agosto, tre mesi dopo, con calma, due lunghe e calde settimane. Siccome ai tempi vivevamo in un appartamento di 60 mq dalle parti di via... Continue Reading →

Le piccole cose

Tanto tempo fa, durante la mia adolescenza - cioè tra i 29 e i 31 anni -  c'era una tizia austriaca con la quale mi scrivevo - era una donna o una ragazza, a distanza di anni non ricordo neppure l'età - ma studiava italiano, di questo sono sicuro, ed era abbastanza brava nel capirlo... Continue Reading →

Viaggio nel tempo

Il ricordo è il principale motore della scrittura. C'era una volta.... Nasce tutto da là. Un mondo che non esiste più, e qualcuno che si siede e dice ora vi racconto. Lo sanno bene Proust, che sulla memoria ha costruito il suo monumento letterario, e Nabokov (la sua autobiografia si intitola Parla, ricordo) e perfino... Continue Reading →

Diversità

Mio figlio più piccolo, Matija, che ha dieci anni e mezzo (dieci anni e mezzo compiuti il 12 marzo, come ci tiene a sottolineare), qualche giorno fa ci ha chiesto di potersi colorare i capelli di rosso. L'idea gli è venuta guardando i video di un rapper, un certo Sfera Ebbasta (credo si scriva così).... Continue Reading →

La Madonna dell’ascensore

Una delle conseguenze del passare del tempo è che a quarantasei anni mi ritrovo con quattro paia di occhiali, ciascuno con una diversa gradazione, da usare in base alle condizioni climatiche, all'ora del giorno, alle dimensioni dei caratteri che devo leggere (e comunque, la qualità della mia vista non è più quella di un tempo:... Continue Reading →

La mamma

Mia madre ha sempre avuto la passione per la fotografia. Negli anni settanta usava una Petri completamente manuale; negli anni ottanta, invece, si era fatta portare dall'America, grazie a un collega di mio padre, una Nikon piuttoto evoluta, con uno splendido zoom, che le aveva consentito di migliorare ulteriormente i suoi ottimi risultati (la Petri... Continue Reading →

Per gioco

Inizio, da oggi, la riesumazione del mio primo blog al quale ho dedicato anima e corpo pe almeno tre anni, e che è stato cancellato dalla faccia della terra - della terra virtuale, ovviamente - perché l'azienda tedesca che lo gestiva ha finito i soldi. Questo post era uno degli ultimi, pubblicato il 17 settembre... Continue Reading →

La sospensione

Ho aperto il  mio primo blog il 5 gennaio del 2006. Quache mese fa, nel telefono mi ero impostato un promemoria per ricordarmi di celebrare i dieci anni di quel giorno, che per me è stato particolarmente significativo, ma per un motivo che non so la sveglia è suonata il 5 dicembre del 2015, con... Continue Reading →

La cena

Bisognerebbe sempre accettare con molta prudenza un invito a cena: valutare i pro, e i contro, e le possibili conseguenze. A maggio ad esempio sono andato a mangiare una pizza con i miei ex compagni di classe delle elementari e delle medie, ci sono andato così, senza pensarci. Non è la prima volta che ci... Continue Reading →

Luoghi virtuali #9 – Aguzzate la vista

Un posticino simpatico, in Romania: Roşia Montană, Distretto di Alba. Miniera d'oro, laghetto dove buttare gli avanzi dell'estrazione - praticamente una pozza di cianuro e fango. Dai satelliti di Google, uno spettacolo colorato è un po' surreale. Bene. Ora, aguzzate la vista. Vicino alla scritta, sotto la L di Laz, a sinistra della V di Valea,... Continue Reading →

Come un cane

La lingua slovena, che conosco poco, per osmosi di famiglia, dà l'impressione di essere giovane, oppure fortemente pragmatica, con tendenze didascaliche, per quella sua abitudine di chiamare le cose non con nomi astratti, ma con termini funzionali: la domenica, per fare un esempio evidente, si chiama nedelia, che significa “non si lavora” e il lunedì... Continue Reading →

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