La mamma

Mia madre ha sempre avuto la passione per la fotografia. Negli anni settanta usava una Petri completamente manuale; negli anni ottanta, invece, si era fatta portare dall'America, grazie a un collega di mio padre, una Nikon piuttoto evoluta, con uno splendido zoom, che le aveva consentito di migliorare ulteriormente i suoi ottimi risultati (la Petri... Continue Reading →

Per gioco

Inizio, da oggi, la riesumazione del mio primo blog al quale ho dedicato anima e corpo pe almeno tre anni, e che è stato cancellato dalla faccia della terra - della terra virtuale, ovviamente - perché l'azienda tedesca che lo gestiva ha finito i soldi. Questo post era uno degli ultimi, pubblicato il 17 settembre... Continue Reading →

La sospensione

Ho aperto il  mio primo blog il 5 gennaio del 2006. Quache mese fa, nel telefono mi ero impostato un promemoria per ricordarmi di celebrare i dieci anni di quel giorno, che per me è stato particolarmente significativo, ma per un motivo che non so la sveglia è suonata il 5 dicembre del 2015, con... Continue Reading →

Cimiteri di formiche

Il signore seduto accanto a me, nella carrozza 7 del treno che da Padova mi porta verso Roma, presenta una vaga somiglianza con Domenico Modugno – un po' più magro, con meno capelli, ma simile nei tratti principali. Sul suo tavolino tiene appoggiato un numero di “Tex”, non una copia sgualcita con il prezzo ancora... Continue Reading →

La cena

Bisognerebbe sempre accettare con molta prudenza un invito a cena: valutare i pro, e i contro, e le possibili conseguenze. A maggio ad esempio sono andato a mangiare una pizza con i miei ex compagni di classe delle elementari e delle medie, ci sono andato così, senza pensarci. Non è la prima volta che ci... Continue Reading →

Luoghi virtuali #9 – Aguzzate la vista

Un posticino simpatico, in Romania: Roşia Montană, Distretto di Alba. Miniera d'oro, laghetto dove buttare gli avanzi dell'estrazione - praticamente una pozza di cianuro e fango. Dai satelliti di Google, uno spettacolo colorato è un po' surreale. Bene. Ora, aguzzate la vista. Vicino alla scritta, sotto la L di Laz, a sinistra della V di Valea,... Continue Reading →

Come un cane

La lingua slovena, che conosco poco, per osmosi di famiglia, dà l'impressione di essere giovane, oppure fortemente pragmatica, con tendenze didascaliche, per quella sua abitudine di chiamare le cose non con nomi astratti, ma con termini funzionali: la domenica, per fare un esempio evidente, si chiama nedelia, che significa “non si lavora” e il lunedì... Continue Reading →

Megattera di mamma

Riprendo un post scritto in un vecchio blog, tanti anni fa.  Avere un figlio significa anche riprendere abitudini ormai perse. Tipo guardare i documentari sugli animali. Ho comprato, per i bambini, una serie completa di dvd dove vengono spiegate - con semplicità e un pizzico di ironia - le caratteristiche principali di scimmie, leoni, elefanti,... Continue Reading →

Fantasmi

Quando mio padre era un bambino, Grado era un residuo medioevale dimenticato dal tempo sulle cose dell'Adriatico; il turismo, soprattutto tedesco e austriaco, che invadeva l'isola ogni estate, si muoveva su piano paralleli, incapace di incidere, almeno nel breve periodo, sulla millenaria, e per certi versi primitiva, cultura gradese. Succedeva così che mio padre, negli... Continue Reading →

Italian graffiti

Oggi ho trovato, su Twitter (non ricordo l'utente che l'ha postata) questa foto: Mi è tornato, allora, in mente un vecchio post, scritto nel 2007, dopo un pomeriggio passato lungo un fiume (credo il Bacchiglione), alle porte di Padova. Mentre cercavo di impedire ai miei figli, che allora avevano un anno e tre anni, di... Continue Reading →

Mirco Buso

Ci sono storie che iniziano dalla fine: Al Pacino viene ferito a morte nella prima scena di "Carlito's way", Ivan Il'ič muore nel titolo, la famiglia di Anna Frank è stata già inghiottita dalle fauci fiammeggianti di Auschwitz mentre iniziamo a leggere le prime pagine del suo diario struggente, e il Titanic giace nel fondo del... Continue Reading →

Il muretto dei quattordicenni – i luoghi dell’infanzia #3

Fanno sempre una certa tenerezza i bambini quando vogliono sembrare grandi: con un grissino in mano fingono di fumare, bevono il succo di mela spacciandolo per vino, e si guardano in controluce la peluria delle gambe per trovare quel pelo nero capace di certificare il passaggio all'età adulta. Non sanno, però, che in mezzo, tra... Continue Reading →

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