La modernità fugace

 C’è stato un tempo – fine del 2007, se non ricordo male, e due o tre anni successivi – in cui ero fermamente convinto che Infinite Jest fosse uno dei più importanti romanzi mai scritti, un’opera in grado di condensare in sé tutte le migliori istanze della letteratura contemporanea. Lasciando decantare la mia prima impressione,…

La fortuna dei Wise – Stuart Nadler

Sono arrivato a La fortuna dei Wise un po’ per caso: qualcuno ne ha parlato in un post su Facebook, ho iniziato a cercare qualche recensione, a trovare degli ottimi commenti in rete, e, una volta tanto, mi sono fidato. La lettura è una bestia strana: per mesi dormicchia, pigra, sotto il letto; poi si…

E se il romanzo fosse già morto?

Nel 476 d.C., una delle tante date che (giustamente) ci fanno imparare a scuola, nessuno si era reso conto di quello che stava succedendo: il crollo dell’Impero Romano d’Occidente, l’inizio del MedioEvo, la fine di un mondo che, con progressivi aggiustamenti, durava da più di mille anni. Cento anni dopo i senatori del popolo romano…

La vocazione alla scrittura – una chiacchierata con Federica De Paolis

Ho conosciuto Federica De Paolis grazie alla raccolta “ESC – Quando tutto finisce” uscita per la Hacca edizioni: siamo, per così dire, compagni di antologia. Ci siamo incontrati a Bologna, per una presentazione alla quale aveva partecipato anche Stefano Sgambati, e, chiacchierando, abbiamo scoperto il piacere di condividere le nostre esperienze nel mondo della scrittura….

Il punto di vista

Uno dei problemi più tipici che deve affrontare uno che si mette a scrivere una storia – uno che lo faccia con consapevolezza – è quello che riguarda la voce narrante. Chi è che parla? Cosa sa dei personaggi? Che punto di vista ha scelto di adottare? C’è il narratore onnisciente e quello che non…

Grandezza e miseria di David Foster Wallace

Parlando di libri con un collega, più o meno nel giugno del 2006, avevo ricevuto il consiglio di leggere un certo “David Foster Wallace“, del quale il collega mi aveva mostrato una foto che io ritenni curiosa, perché in contrasto con l’idea che allora avevo di uno “scrittore serio”: un ragazzo con i capelli lungi…

Da Wallace a Updike

La mia passione bruciante (che in alcuni periodi ha rasentato un’idolatria pagana) verso David Foster Wallace – verso il suo romanzo Infinite Jest, verso le sue raccolte di racconti, verso i suoi saggi a la Montaigne – si è piano piano assopita, fino a che si è trasformata in una banale infatuazione minata da un dubbio:…