Il cambio di paradigma – da Galileo a Flaubert

Thomas S. Kuhn, nel suo celebre “La struttura delle rivoluzioni scientifiche” del 1962, sostiene che la scienza procede non per gradi ma per rivoluzioni, le quali, più che offrire la soluzione a problemi fino a quel momento insoluti, presentano un insieme di teorie, leggi e strumenti che definiscono una nuova tradizione di ricerca, cioè quello... Continue Reading →

I burattini di Flaubert

Qualche sera fa, guardando con degli amici un DVD su Flaubert, ho sentito dire, da Dacia Maraini che illustrava le opere dell'autore francese, che spesso i personaggi cercano un autore che parli di loro; una volta trovato, gli impongono di esistere secondo le proprie regole e le proprie esigenze. Questa visione del rapporto tra uno... Continue Reading →

Il teatro (shakesperiano) di Sabbath – le influenze di Philip Roth

Harold Bloom, uno dei più influenti critici letterari americani (e anche tra i più contestati, non solo per le sue idee controverse, ma anche per certe scelte professionali), ha posto, al centro della propria analisi, il concetto di influenza: a suo parere, tutta la letteratura "importante" (cioè non quella rivolta al mero intrattenimento) è il risultato... Continue Reading →

Tra la vita e l’arte

"La vita è brutale, incoerente, sconnessa, piena di catastrofi inesplicabili, illogiche e contraddittorie [...]. La vita lascia tutto sullo stesso piano, fa precipitare i fatti o li trascina indefinitamente. L'arte, invece, consiste nell'usare precauzioni e preparazioni, nel predisporre transizioni sapienti e dissimulate, nel mettere in piena luce, attraverso la pura abilità della composizione, gli avvenimenti... Continue Reading →

La qualità di visione

Condivido quanto scrive Adam Thirlwell, parafrasando Proust, nel bel saggio "Mademoiselle O", edito in Italia da Guanda: Lo stile di un romanzo non è un sistema di frasi ma una qualità di visione. Alla luce di questo concetto, la solita separazione tra stile e contenuto diventa superflua: le parole con le quali viene scritto un... Continue Reading →

Romanzo

Dopo una settimana passata a cercare di sistemare il problema del mio pc (e ancora non ci sono riuscito: possibile che solo a me capiti di dover fare due resi consecutivi di due portatili nuovi?), e dopo casini terrificanti sul lavoro (con le dovute proporzioni, e senza voler essere insolente o irrispettoso, mi sono sentito... Continue Reading →

La stupidità delle idee comuni

Una caratteristica abbastanza singolare della produzione letteraria di Gustave Flaubert è data dal fatto che diverse opere pubblicate in età adulta derivano, in realtà, da idee sviluppate in gioventù. L'esempio più eclatante è L'educazione sentimentale: la versione che siamo abituati a leggere uscì nel 1869, ma pochi sanno che nel 1845, a 24 anni, aveva... Continue Reading →

La grandezza assoluta

Sono un lettore difficile da accontentare: abbandono più della metà dei libri che inizio (proprio ora sto decidendo di abbandonare il primo, ingenuo romanzo di Philip Roth, Goodbye, Columbus, proposto in italiano con il titolo La ragazza di Tony). E la scelta di un libro passa attraverso mille tentennamenti, ripensamenti, avvicinamenti, pedinamenti. Di solito, mi... Continue Reading →

L’ironia nel romanzo

  I primi teorici del romanzo, i teorici dell'estetica del primo romanticismo, chiamarono ironia l'autoriconiscmento - e dunque l'autosuperamento - della soggettività. In qualità di costituente formale della forma del romanzo, l'ironia registra la scissione del soggetto normativamente poetante in una soggettività intesa come interiorità. ossia posta in contrapposizione al complesso di forze provenitenti dall'esterno... Continue Reading →

Madame Bovary

Più volte, mentre leggevo Madame Bovary, il primo romanzo di Gustave Flaubert, ho dovuto fermarmi, chiudere il libro, appoggiarlo al comodino, togliermi gli occhiali, spegnere la luce e rimanere con gli occhi aperti a guardare il buio, come se improvvisamente mi fossi affacciato davanti ad una qualche forma di immensità – una luce talmente abbagliante... Continue Reading →

Le plus difficiles

Gustave Flaubert refusait toute affabulation romanesque et centrale. Il voulait la vie au jour le jour, telle qu’elle se présente, avec sa suite continue de petits incidents vulgaires, qui finissent par en faire un drame compliqué et redoutable. Pas d’épisodes préparés de longue main, mais l’apparent décousu des faits, le train-train ordinaire des événements, les... Continue Reading →

Casa desolata – Charles Dickens

Le grandi idee C'è un'affermazione un po' provocatoria di Nabokov che mi torna in mente ogni volta che leggo un romanzo, e che dice più o meno così: “Lo stile e la struttura sono l'essenza di un libro; le grandi idee sono inutili”. Nabokov era sicuramente irriverente, ed intemperante, e spesso arrivava a compiacersi della... Continue Reading →

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