Scrivere fiction, di Philip Roth

Anche se in Italia è conosciuto quasi esclusivamente per i suoi numerosi romanzi, Philip Roth è stato, e forse è ancora, un critico letterario piuttosto lucido ed incisivo, che non smentisce la sua natura di intellettuale vivacemente polemico. In questi anni, un pezzettino alla volta, ho letto “Reading myself and others”, una raccolta di saggi... Continue Reading →

Inganno

Nel 1967, dopo una raccolta di racconti e un romanzo breve molto apprezzati dalla critica, un giovane Philip Roth pubblica uno dei libri più importanti degli anni sessanta, e della seconda metà del ventesimo secolo più in generale: Lamento di Portnoy. La trama: Portnoy è un ebreo americano di trentatré anni in cura da uno... Continue Reading →

La responsabilità

Post scriptum: due giorni dopo aver scritto questo post, ho avuto la fortuna di poter scambiare due parole direttamente con Covacich, a margine di un incontro al Castello di Serravalle a Vittorio Veneto, dove per inciso si è parlato anche di responsabilità dello scrittore, e devo chiedergli scusa per aver barbaramente semplificato, e perfino travisato,... Continue Reading →

5 libri meravigliosi e inspiegabilmente sottovalutati

Come promesso qui, dopo i 5 libri più deludenti della storia, arriva il momento di parlare di 5 libri che possiedono una singolare caratteristica: io li trovo bellissimi, ma pochi sembrano condividere il mio punto di vista, o non hanno avuto il successo che avrebbero meritato. Si sa che in letteratura, donne e politica i pareri sono piuttosto eterogenei,... Continue Reading →

I fatti – Philip Roth

Qualche mese fa, durante un incontro in una scuola con i ragazzi di una seconda superiore, all'interno del progetto Scuola Twain, ho chiesto agli studenti se nella loro vita avessero mai scritto qualcosa. Una di loro (mi pare di ricordare si chiamasse Tamara, capelli riccioli e grandi occhiai) ha risposto che in quinta elementare aveva... Continue Reading →

Nemesi – Philip Roth

Quando ho saputo dell'intervista in cui Philip Roth dichiarava, abbastanza a sorpresa, che non avrebbe più scritto un libro - aveva da poco finito di rileggere tutti i suoi romanzi a ritroso, fino a Lamento di Portnoy (che non è il primo, ma è quello che evidentemente Roth ritiene essere il suo punto di inizio) - ho... Continue Reading →

Il senso di una fine – Julian Barnes

SPOILER! QUESTO POST CONTIENE INDICAZIONI SULLA TRAMA DE "IL SENSO DI UNA FINE" DI JULIAN BARNES Prima di iniziare Quando devo  scegliere un nuovo libro da leggere, utilizzo due criteri: la prossimità e il doppio consiglio. La prossimità mi porta a spostarmi lungo i contorni di un'ideale costellazione, da una stella a quella più vicina.... Continue Reading →

Tra il 2013 e il 2014

Finisce un anno, ne inizia un altro, e, banalmente, è tempo di bilanci. Durante il 2013 ho letto parecchio, anche se meno di quanto avrei voluto. Ho iniziato con Limonov di Carrere, comprato in digitale il primo gennaio del 2013, approfittando di uno sconto di Bookrepublic.it - un ottimo libro, anche se qualche mese prima avevo letto... Continue Reading →

Gioco, quindi scrivo?

Quando una domenica pomeriggio di fine maggio siamo passati, per caso, davanti a una libreria chiusa in zona universitaria, Matija, che ha sei anni e che sta scoprendo ora il calcio, ha adocchiato una copertina, e si è fermato a guardarla: c'era un bel primo piano di Pirlo, e sotto il titolo “Penso quindi gioco”.... Continue Reading →

La vocazione alla scrittura – una chiacchierata con Federica De Paolis

Ho conosciuto Federica De Paolis grazie alla raccolta “ESC – Quando tutto finisce” uscita per la Hacca edizioni: siamo, per così dire, compagni di antologia. Ci siamo incontrati a Bologna, per una presentazione alla quale aveva partecipato anche Stefano Sgambati, e, chiacchierando, abbiamo scoperto il piacere di condividere le nostre esperienze nel mondo della scrittura.... Continue Reading →

La realtà del tatuaggio anale

Nella sua celebre introduzione a Lolita, Vladimir Nabokov affermava che la realtà è una parola che ha senso solo se scritta tra virgolette. Stevenson, l'autore de L'isola del tesoro e di La freccia nera, una settantina di anni prima scriveva al suo amico Henry James che la gente è convinta che, nei romanzi, sia la... Continue Reading →

L’estensione della mente

Un po' di tempo fa mi è capitato di leggere un articolo scientifico che raccontava di come alcuni studiosi di scienze cognitive fossero  riusciti a quantificare il numero di "oggetti" che la mente riesce a "manipolare" contemporaneamente: la maggior parte delle persone arriva a una media di sette, nessuno va sotto in cinque e nessuno... Continue Reading →

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