La verità

Dopo Lessico famigliare di Natalia Ginzburg lo sappiamo tutti: ogni famiglia sviluppa una propria lingua. Spesso, c'entra il dialetto, che, per motivi che abbiamo dimenticato, tendiamo sempre più a considerare una lingua minore, da non parlare in pubblico (fanno eccezione i romani, i napoletani e i veneziani). A casa mia, in quella da cui provengo, i miei... Continue Reading →

Estate

Ognuno ha qualche passione segreta, coltivata in silenzio e con un pizzico di vergogna - a me, ad esempio, piacciono le canzoni di Cremonini, e cerco di non farlo sapere troppo in giro: da buon conformista quale sono, tendo a valutare i pregiudizi altrui e a tenerne conto, almeno all'apparenza - in questo senso, mi... Continue Reading →

København, 1983

Sono nato nella torrida estate del 1970, poco dopo la fine dei mondiali del Messico; mia madre, incinta di me, ricorda le urla notturne dei tifosi-pazienti dell'Ospedale Militare che si estendeva di fronte a casa nostra - a casa sua, a dire il vero: allora non era ancora mia, perchè in quella relazione di possesso... Continue Reading →

Mi ricordo

Salvador Dalì aveva la curiosa abitudine di riposare, dopo pranzo, tenendo in mano un cucchiaio che, una volta caduto a terra, l'avrebbe risvegliato. Il pittore, infatti, era convinto che la pennichella, o la siesta, nel suo caso, fossero salutari solo quando non scivolavano nel sonno profondo. Due o tre giorni fa, mentre ero in vacanza... Continue Reading →

Dove siete?

Ho sempre avuto la passione della teoria dei sei gradi di separazione - la cui fondatezza è stata dimostrata di recente dalla rete Internet, e da Facebook in particolare. Nonostante questo, non sono mai riuscito, ad esempio, a ritrovare mio cugino Alessandro Pirola, di Milano, che non vedo dalla fine degli anni settanta; ed è... Continue Reading →

Sul mio comodino

Per anni ho avuto un comodino come tutti le altre persone: basso, piccolo, con lo spazio per qualche libro, un bicchiere d'acqua, l'ereader. Poi ho scelto di ingrandirmi. Da Ikea ho preso una libreria a una solo colonna, probabilmente una Billy, una cosa a sei piani, alta, stretta, che sta incastrata tra il letto e... Continue Reading →

Honey moon

Abbiamo fatto il viaggio di nozze in Spagna: non subito dopo il matrimonio, quando mi ero preso solo un giorno di ferie il venerdì e uno il lunedì, ma in agosto, tre mesi dopo, con calma, due lunghe e calde settimane. Siccome ai tempi vivevamo in un appartamento di 60 mq dalle parti di via... Continue Reading →

Le piccole cose

Tanto tempo fa, durante la mia adolescenza - cioè tra i 29 e i 31 anni -  c'era una tizia austriaca con la quale mi scrivevo - era una donna o una ragazza, a distanza di anni non ricordo neppure l'età - ma studiava italiano, di questo sono sicuro, ed era abbastanza brava nel capirlo... Continue Reading →

Viaggio nel tempo

Il ricordo è il principale motore della scrittura. C'era una volta.... Nasce tutto da là. Un mondo che non esiste più, e qualcuno che si siede e dice ora vi racconto. Lo sanno bene Proust, che sulla memoria ha costruito il suo monumento letterario, e Nabokov (la sua autobiografia si intitola Parla, ricordo) e perfino... Continue Reading →

La mamma

Mia madre ha sempre avuto la passione per la fotografia. Negli anni settanta usava una Petri completamente manuale; negli anni ottanta, invece, si era fatta portare dall'America, grazie a un collega di mio padre, una Nikon piuttoto evoluta, con uno splendido zoom, che le aveva consentito di migliorare ulteriormente i suoi ottimi risultati (la Petri... Continue Reading →

La sospensione

Ho aperto il  mio primo blog il 5 gennaio del 2006. Quache mese fa, nel telefono mi ero impostato un promemoria per ricordarmi di celebrare i dieci anni di quel giorno, che per me è stato particolarmente significativo, ma per un motivo che non so la sveglia è suonata il 5 dicembre del 2015, con... Continue Reading →

Memento

Circa un anno fa, mentre ero al lavoro, a Milano, mi ha chiamato mio fratello, poco prima di mezzogiorno: "La mamma ha fatto un infarto, o un ictus, è andata al pronto soccorso con l'ambulanza, non ricorda più niente". Ecco, ho pensato, è così che svolta la vita, è così che cambia: non gradualmente, ma con... Continue Reading →

Cimiteri di formiche

Il signore seduto accanto a me, nella carrozza 7 del treno che da Padova mi porta verso Roma, presenta una vaga somiglianza con Domenico Modugno – un po' più magro, con meno capelli, ma simile nei tratti principali. Sul suo tavolino tiene appoggiato un numero di “Tex”, non una copia sgualcita con il prezzo ancora... Continue Reading →

La cena

Bisognerebbe sempre accettare con molta prudenza un invito a cena: valutare i pro, e i contro, e le possibili conseguenze. A maggio ad esempio sono andato a mangiare una pizza con i miei ex compagni di classe delle elementari e delle medie, ci sono andato così, senza pensarci. Non è la prima volta che ci... Continue Reading →

Il crudele sguardo del ricordo

Flannery O'Connor, grandissima scrittrice statunitense, era del parere che scrivere fosse, prima di tutto, un modo diverso di guardare. Esiste un mondo, là fuori, esiste una realtà,  una vita che, usando le parole di Stevenson, scrittore scozzese giramondo, è brutale, incoerente, sconnessa, piena di catastrofi inesplicabili, illogiche e contraddittorie; ed esiste poi l'atto di raccontare, uno sforzo con il quale si cerca... Continue Reading →

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