Grafemi

Segni, parole, significato.

Paolo Zardi e i suoi libri

Ho 45 anni, sono un ingegnere, e amo disperatamente scrivere.

La mia mail è paolo[punto]zardi[chiocciola]gmail[punto]com

Questa pagina è evidentemente non aggiornata… dall’ultima volta che ci ho messo le mani, ecco le novità.

Innanzitutto non ho più 43 anni, ma 45 – questo dà una misura del tempo passato dall’ultima modifica. Dopo “Il signor Bovary” sono usciti il romanzo “XXI Secolo”, con Neo Edizioni, che è stato finalista allo Strega, al Premio Simbad, al Premio Scrivere per amore, e il racconto lungo, o romanzo breve, “Il principe piccolo”, per Feltrinelli Zoom.

Appena ho un po’ di tempo, aggiorno un po’ meglio questa pagina…

………………………………………..

zardi_copertinaPartendo dalla fine, il mio ultimo libro è Il signor Bovary, Intermezzi Editore, uscito giovedì 8 maggio 2014 in concomitanza con l’inizio del Salone del Libro di Torino. Si tratta di un racconto lungo, o un romanzo breve, che esce solo in formato digitale nella collana di e-book Ottantamila.

Dalla quarta di copertina:

Due posti auto. Due auto (una monovolume a sette posti, e un’utilitaria da trentamila euro per la spesa). Vicini silenziosi. Niente gatti perché si fanno le unghie sui divani. Icona russa (copia) sopra il letto matrimoniale. Serie completa di iPhone. E, da febbraio, un’amante.

Cosa spinge un uomo con un lavoro sicuro e una famiglia formato mulino bianco a rischiare tutto per una donna? In un nord Italia fatto di villette a schiera e desolate periferie, un direttore di filiale si imbarca in un’improbabile relazione sentimentale, forse solo per il gusto di poter dire «Ho un amante». Ma come Madame Bovary, anche lui scopre che non sono l’amore e il tradimento, ma i soldi e i debiti, a portarli alla rovina. Costruito come una spietata partita a scacchi, Il signor Bovary apre uno squarcio sulla più fondamentale tra le domande: che cos’è l’amore?


pere lachaiseSempre del 2014 è il racconto “Danzare la vita” dedicato alla figura di Isadora Duncan, contenuto nell’antologia Père Lachaise, racconti dalle tombe di Parigi curata da Laura Liberale per la casa editrice romena Ratio et Revelatio – un progetto piuttosto interessante, che prevede l’uscita sia in Italia che in Romania, nelle due rispettive lingue. La compagnia è piuttosto nutrita: Francesco Abate, Chiara Baldini, Francesca Bonafini, Claudia Boscolo, Simona Castiglione, Laura m. De Matteis, Caterina Falconi, Loretta Franceschin, Sara Gamberini, Mauro Graiani, Stefano Guglielmin, Riccardo Irrera, Janis Joyce, Laura Liberale, Paolo Logli, Gianluca Minotti, Gianluca Morozzi, Antonio Paolacci, Andrea Ponso, Paola Ronco, Heman Zed, Giovanna Zulian.

Il progetto ha dato vita anche a un blog, Transilvania Express, che parla di questa bella esperienza.


lamortenuda-325x487Il 2013, invece, si è chiuso con il racconto “L’orrore” nell’antologia La morte nuda, edita da Galaad Edizioni e curata da Simona Castiglione e Caterina Bonafini.

La quarta di copertina recita:

Come ripete il verso del corvo di Edgar Allan Poe, il suo gracchiante nevermore, ogni uomo convive con il sentimento del mai più, leit motiv che lo chiama a interrogarsi sul finis vitae, a immaginare l’appuntamento finale con “la signora vestita di nulla”. Ma misurarsi con la dipartita non è facile, a meno che non si provi a scandagliare gli abissi scrivendo storie, o ascoltandole. Non è forse narrando mille e una volta che si allontana la fine, in una notte lunga intessuta di parole? Ecco, allora, che la morte qui si fa bella, si denuda, si mostra, si svela in una danza, un velo dopo l’altro, un racconto dopo l’altro: in ventitré storie di autori italiani che hanno le tinte del poliziesco o del fantascientifico, che trascolorano nell’horror o virano verso il grottesco, in cui il sesso sfrenato si muta in magia nera e il terrore si ribalta in umorismo. Un’antologia irresistibile, un viaggio per accarezzare la morte nella sua nudità, per corteggiarne il profilo che si staglia netto all’orizzonte, come tratto del paesaggio in cui si muove il viandante quando costeggia la linea che lo separa dall’ultimo confine.


Ma il 2013 è soprattutto l’anno de Il giorno che diventammo umanila mia raccolta di racconti uscita per la Neo Edizioni a metà ottobre, e presentata in anteprima al Salone del Libro di Torino del 2013: venti racconti che, come si legge nella quarta di copertina, parlano di creature sospese tra l’amore e il dolore, tra desiderio e paura, tra la vergogna e la grazia. Il libro, con la sua bellissima copertina dell’artista Toni Alfano, è già alla sua terza edizione e, da marzo 2014, è disponibile anche in formato ebook

Il giorno che diventammo umani

La quarta di copertina:

Qual è il giorno in cui siamo diventati umani? Quale l’attimo in cui questa vitale e spossante consapevolezza ci ha invaso?

Questa la domanda che Paolo Zardi fa al lettore. Ma prima lo chiede ai personaggi che animano queste pagine. Un padre che cova l’insopprimibile desiderio che sua figlia non somigli alla madre; una moglie che nell’istante assoluto del pentimento capisce che tradirà ancora; un vecchio che ad ogni compleanno avverte quanto sia difficile morire; una vedova all’ossessiva ricerca di un’alternativa ai ricordi; una dottoressa che, per un momento, vede nel corpo attraente di un paziente la giovinezza che avrebbe avuto suo figlio. Creature sospese tra l’amore e il dolore, tra desiderio e paura, tra la vergogna e la grazia. La delicatezza dei corpi, la labilità delle intenzioni, la precarietà di ogni condizione umana sono i punti focali attorno ai quali i personaggi di questi racconti si muovono, combattono, vivono, fotografati tutti nella loro abbagliante purezza.

Con Il giorno che diventammo umani, Paolo Zardi continua il discorso iniziato con Antropometria (Neo Edizioni, 2010) dimostrando quanto il suo rigore stilistico, la sua semplice e inesorabile lucidità siano perfetti per narrare la complessità dei rapporti. Ancora sceglie la forma racconto che nelle sue mani diventa strumento necessario per poter narrare e far deflagrare il più grande di tutti i misteri: l’uomo.
Perché, in fondo, cosa ci rende più umani della nostra fragilità?

“L’Eden – quel giardino dove tutto è buono, e gli esseri umani sembrano fotocopie di un Dio senza passione – ha una porta di sola uscita”

Anche la critica ha accolto piuttosto bene il libro. Per una rassegna completa, si può andare direttamente sul sito della casa editrice, nella pagina associata alla raccolta.


Cronache Vere - Piano B Edizioni - 2013

Nel luglio del 2013 esce una raccolta di Piano B Edizioni curata da Vicolo Cannery, dal titolo Cronache vere – Souvenir d’Italie. Al suo interno, il mio racconto “Mi piacciono gli uomini”: in Veneto (che, come dice la madre, “non è un posto per i gay”) un ragazzo denuncia i propri genitori che non accettano la sua omosessualità.

Quindici autori di diverse parti d’Italia declinano in chiave narrativa un fatto realmente accaduto nella loro terra. 

Cronache vere è una mappa di voci differenti, un’unica ciarla che da Milano arriva fino ad Agrigento, passando per Napoli, Roma, Alessandria, Firenze, Padova, e altri luoghi ancora, altre geografie, umanità, storie da raccontare. 

Cronache vere è un’antologia nata dalla collaborazione tra Piano B edizioni e l’agenzia letteraria Vicolo Cannery e riunisce gli scrittori che più hanno animato il blog dell’agenzia nel 2013, alcuni già noti, altri prossimi all’esordio con importanti case editrici. 

Come la famosa rivista, Cronache vere parla alla portiera e all’avvocato, non si piega a nessuna pruderie, si spinge ai margini e nei vicoli, è fatta di pornografia on-line e di madonne piangenti, di famiglie dannate e di suore con la pistola. Le Cronache veresono le storie: il sangue e le lacrime d’Italia. 

Gli autori: Stefania Auci (Rizzoli, di prossima pubblicazione), Eleonora C. Caruso (Indiana), Gianfranco Di Fiore (Laurana), Mario Fillioley, Fabrizio Gabrielli (Piano B edizioni), Andrea Gentile (Il Saggiatore), Tommaso Giagni (Einaudi), Gregorio Magini (Round Robin), Roberto Mandracchia (Dalai), Angelo Marenzana (Rizzoli, di prossima pubblicazione), Angelo Petrella (Garzanti), Andrea Scarabelli (Agenzia X), Stefano Sgambati (minimum fax, di prossima pubblicazione), Gianni Solla (Marsilio), Paolo Zardi (Neo Edizioni).


Il futuro che non c'era - Psiconline - 2013

Nel maggio del 2013, esce un mio racconto nella raccolta Il futuro che non c’era, a cura di Alessandro Greco: nove autori regalano il futuro a donne uccise per mano di un uomo. Io immagino il ritorno a casa di Meredith in “Il resto della vita”.

Dalla quarta di copertina: Tutti conoscono nei dettagli quel che queste donne hanno fatto nella loro breve vita. Le trasmissioni televisive l’hanno raccontato in tutte le salse, spesso anche morbosamente. Ma nessuno sa – e nessuno purtroppo saprà mai – quel che, invece, avrebbero voluto fare, quel che avrebbero potuto fare. Chi avrebbero amato, dove avrebbero vissuto, quali emozioni avrebbero provato a ogni piccola conquista dei figli che avrebbero avuto (o che avevano già, ma che non vedranno crescere). Le protagoniste di queste vicende vivranno nelle pagine di questa antologia oltre che nella mente di chi le ha amate davvero. Partendo, infatti, dal fatto di cronaca del quale abbiamo mantenuto solo il luogo e la data, abbiamo raccontato la vita di queste donne, come fosse proseguita normalmente. Una vita nuova, né “perfetta” né “terribile”.


cover esc

Alla fine del 2012, poco prima della fine del mondo prevista dai Maya (e, con il senno di poi, clamorosamente ciccata), è uscita la raccolta ESC – Quando tutto finisce a cura di Rossano Astremo e Mauro Maraschi, per la Hacca Edizioni; dentro, c’è il mio racconto inedito “Il dolore visto da Urano”, favola dolorosa di una famiglia disastrata dove l’amore si nasconde nelle pieghe del quotidiano.

La quarta di copertina: «Una rassegna di avvenimenti raccontati da punti di vista diversissimi tra loro, ma stranamente coerenti, perché unificati da una sorta di malinconico senso di caducità. Una raccolta intelligente, intelligente nella selezione degli autori, tutti pronti ad esiti straordinari». Marcello Fois

• Carola Susani • L’estate che tornammo al mare
• Stefano Sgambati • Jackson Pollock
• Gabriele Dadati • In diverse forme
• Emilia Zazza • Ancora un altro Natale
• Vins Gallico • Sulla poltrona del dentista
• Federica De Paolis • Neon Burning pà pà pà
• Fabio Viola • Deep Balduina
• Paolo Zardi • Il dolore visto da Urano
• Giordano Meacci • Tredici improbabili ipotesi di fine, appena prima dell’epilogo
• Cinzia Bomoll • Gangster’s paradise
• Flavio Santi • Maledetta audience


Nel giugno 2012, nella raccolta Storie di martiri, ruffiani e giocatori, edita da CaratteriMobili, viene inserito il mio racconto inedito “Il decoro” – storia triste di una donna sola.

«Il Vicolo Cannery a Monterey in California è un poema, un fetore, un rumore irritante, una qualità della luce, un tono, un’abitudine, una nostalgia, un sogno.» J.S.

Storie di martiri, ruffiani e giocatori sono le storie di un’Italia periferica e sconvolta, e dei suoi abitanti. Sono gli stati d’animo, i modi di percepire le cose e le geografie di un’umanità minore e quotidiana.
Dai racconti di Gianfranco Di Fiore, Andrea Carraro, Gianni Solla,Marilù Oliva, Gianluca Morozzi, Lanfranco Caminiti, Tommaso Giagni, Franz Krauspenhaar, Angelo Marenzana, Giacomo Cacciatore, Simona Castiglione, Paolo Zardi, Roberto Mandracchia, Giorgio Bona e Giuseppe Zucco, emergono voci diverse, a delineare la complessa molteplicità delle realtà a noi contemporanee. Dal mondo degli scout a quello della quieta borghesia amorale, dai ristoranti cinesi alle chiese, dalla provincia emiliana al profondo Sud, un attimo prima dell’apocalisse.
Dagli autori che più hanno animato il blog dell’agenzia letteraria Vicolo Cannery lungo il suo primo anno di vita un’antologia di racconti targata Caratteri Mobili.

I CURATORIVicolo Cannery è un progetto brutto, sporco e cattivo a cura di Corrado Melluso, Tommaso De Lorenzis,Tommaso Giagni e Martina Giorgi.


La felicità esiste Paolo Zardi

Nel gennaio del 2012 è uscito per la Alet, collana Iconoclasti diretta da Giulia Belloni, il romanzo La felicità esiste. Il personaggio principale, Marco Baganis, è un uomo che trascina la sua esistenza tra un lavoro che non lo appaga, e rapporti occasionali con donne tristi. L’incontro con Sveva, però, sembra poter cambiare le cose…

Attualmente, è il mio unico romanzo pubblicato. Venti giorni prima della sua uscita, la Alet è stata comprata dalla Fandango, che qualche mese dopo ha interrotto la vita della casa editrice.

Poiché tutti sanno che la felicità non esiste, ognuno ne cerca un surrogato, piccolo o grande che sia. Per molte donne Baganis era l’unica alternativa all’amore vero, il frutto dell’ammissione lucida e dolente dell’impossibilità di trovare la perfezione in questa vita, soprattutto dopo i quarant’anni. Ma anche Baganis sapeva che non esiste la felicità: le donne che si portava a letto erano, a loro volta, il surrogato di una donna che non esisteva. Le fugaci relazioni che scaturivano da quegli incontri poggiavano su un inganno reciproco piuttosto traballante, e gli unici momenti di disarmante sincerità erano i pochi minuti che gli servivano per scaricare le sue amanti, dopo essersi reso conto che c’era il rischio che la sua disponibilità potesse essere scambiata per amore.


Nell’ottobre del 2010 è uscita la mia prima raccolta di racconti dal titolo AntropometriaUna delle più belle emozioni della mia vita. La casa editrice è la Neo Edizioni, di Francesco Coscioni e Angelo Biasella.

Antropometria: misurazione dell’essere umano, del corpo e delle sue componenti; ma anche, come suggerisce Paolo Zardi, misurazione di esistenze, di relazioni, di micro mondi dentro cui ogni suo racconto si muove per coglierne le fratture, i cambiamenti, le trasformazioni inattese.

È l’evento inaspettato il fulcro attorno al quale ciascun personaggio tenta di riscrivere i contorni della propria vita e dei propri rapporti: una donna accecata dall’odio quando improvvisamente si scopre affetta da una malattia rarissima, un’improvvisa richiesta d’aiuto che pone due cugini di fronte ad una scelta impensabile, una donna avanti negli anni che scopre un amore imprevisto, un padre che, suo malgrado, capisce cosa significa essere madre.

Vite, accenni, spaccati, desideri accomunati tutti da piccoli o definitivi cedimenti.

Con uno stile ed uno sguardo che qualificano un personalissimo verismo massimalista, Paolo Zardi costruisce storie in cui qualcosa “improvvisamente” salta, si altera, deflagra.

Sedici racconti dove l’autore mette in scena scorci di umanità a cui, con l’intensità della propria penna, ridà spessore e distanze che altrimenti non potremmo vedere, né percorrere, o tanto meno misurare.


E infine l’esordio, nel 2008, nella raccolta Giovani cosmetici curata da Giulia Belloni, è uscito il mio primo racconto “ufficiale”, dal titolo “Un silenzio che non è assoluto”. Se non ci fosse stata questa occasione, nulla sarebbe stato come poi è stato.

50 commenti su “Paolo Zardi e i suoi libri

  1. Giovanna Amoroso
    21/04/2009

    Piacere di conoscerti giovanotto di 38 anni…

    Anch’io scrivo…

    “Scrivere mi fa stare bene, non chiedo altro dalla vita”.

    Bacioni

    Giovanna
    (Una giovanotta di 34 anni)

    Mi piace

  2. Carlo Capone
    19/08/2009

    Paolo Zardi, una curiosità, sei Ingegnere informatico?

    auguri per il libro

    Carlo Capone

    Mi piace

    • paolozardi
      19/08/2009

      Ciao Carlo,
      sì, quasi: sono ingegnere elettronico perché quando mi sono iscritto, nel 1989, a Padova non esisteva ancora Ingegneria Informatica, che era semplicemente un piano di studi di elettronica. Il mio indirizzo era Sistemi ed analisi dati.
      Grazie per gli auguri!
      Paolo
      ps ho dato un’occhiata al tuo blog: ci torno con calma nei prossimi giorni, ma sembra proprio interessante!

      Mi piace

  3. Claudio dei Norma
    07/10/2009

    A Pa’, quel faccino ino ino che si vede accanto all’httpippevarie è il tuo…? Ma una foto più grande?
    Sembra che anche tu abbia la faccia irsuta.

    Mi piace

  4. api
    29/10/2009

    devo trovare il tempo per leggerti bene e con calma, accidenti!😉
    api

    Mi piace

  5. api
    27/12/2009

    http://elementariscritture.blogspot.com/

    …fai un salto da queste parti, quando vuoi…
    e diglielo pure a claudio!

    Mi piace

  6. Claudio dei Norma
    28/12/2009

    Claudio? Qualcuno ha detto Mohammad Ibn Bispùr…?
    Non mi dire che ti sei decisa ad aprire un blog, api?
    Comunque vado a dare un’occhiata.

    Mi piace

  7. merè
    29/12/2009

    http://mere2.wordpress.com/
    ho cambiato…dio che vergogna! scusa, paolo

    Mi piace

  8. Ilvio Maccando
    02/01/2011

    Bellissimo blog: l’ho scoperto per caso cercando articoli sullo ZX Spectrum, ma ne sono stato subito colpito con forza, probabilmente perchè, essendo 41enne, ho rivissuto sulle tue pagine molte mie esperienza e, soprattutto, molte mie emozioni

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      09/01/2011

      Credo anch’io che ogni generazione abbia un “immaginario” collettivo, nel quale ci si sente in qualche modo a casa.
      Grazie per essere passato!
      A presto,
      Paolo

      Mi piace

  9. marcolenzi
    06/01/2011

    ciao paolo,
    mi piace il tuo blog, complimenti! un caro saluto da livorno

    Mi piace

  10. giovanni
    01/05/2011

    I effetti forse scrivere romanzi è bello. Io con il primo mi sono anche emozionato mentre lo scrivevo. Sono al secondo e ancora mi piace creare queste storie che si sviluppano alla lunga e non penso che pubblicherò mai nulla. Per due motivi. Uno è che trovare la casa editrice giusta a cui piaccia la tua opera districandosi in quello che è il complesso mondo dell’editoria è un vero e proprio terno al lotto. Secondo motivo è che ho scritto perché volevo farlo e non avevo in mente nessun editore mentre componevo e limavo il testo e già per me è una soddisfazione aver portato a compimento le storie dei personaggi. In bocca al lupo per la tua pubblicazione.

    Mi piace

  11. Michele Nigro
    07/09/2011

    Blog interessante. Piacere di conoscerti.

    Mi piace

  12. francesco
    03/02/2012

    Caro Paolo Zardi,
    ho letto quel che ha scritto su Sergio Endrigo e sono rimasto molto colpito.
    Mi chiamo Francesco Coniglio, sono un editore (Coniglio Editore, Struwwelpeter, Castelvecchi, DeriveApprodi) e conosco profondamente tutta l’opera di Endrigo che mi onorava della sua amicizia. Sono anche il collezionista più importante di emissioni discografiche di Endrigo di tutto il mondo. Mi farebbe piacere proporle di scrivere qualcosa di più su Endrigo, nel caso che un progetto editoriale di rivista a cui stiamo lavorando si concretizzasse. Sarei lieto di un contatto, a mia mail è francescoconiglio@tiscali.it
    un cordiale saluto
    Francesco Coniglio

    Mi piace

  13. colorsontheroad
    08/02/2012

    Davvero interessante il tuo blog. Scopro inoltre che abbiamo alcune cose in cui comune visto che abbiamo studiato nella stessa università e viviamo nella stessa città (anche se io conto di lasciarla molto presto!). A presto

    Mi piace

  14. margherita
    14/02/2012

    Vorrei sapere se ” La felicita’ esiste ” sarà presentato a Verona.
    Grazie
    margherita

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      15/02/2012

      Ciao Margherita, ci stiamo organizzando per farlo – appena so la data la pubblico qui su Grafemi. Intanto grazie per l’interessamento!
      Paolo

      Mi piace

  15. leragazze
    10/03/2012

    Caro Paolo, ti abbiamo nominato per il Versatile Blog Award. Qui trovi ogni informazione.
    http://leragazze.wordpress.com/2012/03/10/siamo-versatili/

    Mi piace

  16. margherita
    02/05/2012

    Ciao Paolo,
    vorrei sapere se sarai presente al Festival del libro di Torino e se in quell’occasione presenterai il tuo libro,
    Buona giornata
    margherita

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      02/05/2012

      Ciao Margherita,
      sarò al Salone tra l’11 e il 13, ma non ci saranno presentazioni del libro…. La mia “base” sarà lo stand della Neo Edizioni.
      A presto!
      Paolo

      Mi piace

  17. diegod56
    02/12/2012

    un conto è dire «amo scrivere», un altro è dire «amo scrivere e amo essere letto»

    nel primo caso c’è la pace, nel secondo, no

    comunque, hai uno stile nitido ed elegante

    Mi piace

  18. margherita
    03/12/2012

    Ciao Paolo,
    hai pubblicato un nuovo libro?
    Margherita

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      03/12/2012

      Ciao Margherita,
      a giorni uscirà una raccolta per la Hacca edizioni, all’interno della quale ci sarà un mio racconto.
      A presto!
      Paolo

      Mi piace

  19. agenore
    11/12/2012

    Ciao Pablo, sono passato da qui e volevo salutarti.
    Age

    Mi piace

  20. Elisabetta Lelli
    13/02/2013

    Un bacio.

    Mi piace

  21. parliamodituttoblog
    14/02/2013

    Ciao Paolo, prima di scriverti una mail mi affaccio qui per avvisarti ed evitare di finire nel cestino degli spam. Ok? A presto e complimenti.
    Marco

    Mi piace

  22. Giap!
    14/02/2013

    Passo di qui, grazie ad un commento che hai lasciato sul mio blog.
    Grazie e passerò in visita spesso. Continua così.
    Giap!

    Mi piace

  23. Stefania
    25/06/2013

    Ciao Paolo, ho letto ieri sera Antropometria (sì sono un po’ indietro – considerato che è sul mio comodino da mesi – , rispetto ai tuoi lavori, lo so, giuro che recupererò in fretta). Ti dico che l’ho letto in due o tre ore. Scivolato via! Mi è piaciuto molto. Come madre che ha rischiato di cadere in depressione post partum, puoi immaginare quale sia stato il racconto che più mi ha coinvolta.
    Buona giornata!
    Stefania

    Mi piace

    • Paolo Zardi
      25/06/2013

      Ciao Stefania, il problema della depressione post partum nasce dalla retorica della mamma perfetta, che non può che essere felice per la nascita di un figlio… Ma i neonati urlano, piangono, a ogni ora, ed è crudele scaricare la responsabilità di tutto questo su una persona la cui vita è appena stata trasformata..
      Sono contento ti sia piaciuto – alla prossima!
      Paolo

      Mi piace

  24. Alessandra
    07/07/2013

    Buongiorno Le ho scritto via email🙂

    Mi piace

  25. Pingback: Reblogging: “Cinquanta sfumature di grigio – oh!” (dal blog Grafemi) |

  26. Pingback: “Il giorno che diventammo umani”, il nuovo libro di Paolo Zardi |

  27. Antonio
    30/12/2013

    Un rapido commento per un altrettanto rapido grazie per aver scritto “Il giorno che diventammo umani”. L’ho “scoperto” grazie a Nicola Pezzoli e sono contento di aver seguito il suggerimento di lettura.

    Mi piace

  28. ffelloni
    27/07/2014

    Rirefendomi al tuo esordio, come sei riuscito a individuare casa editrice e autrice della raccolta? Lo chiedo per capire quali possano essere i passi da intraprendere prima di raggiungere “l ‘ esordio “

    Mi piace

  29. Pingback: Certi scrittori consigliano - Paolo Zardi | La Voce della LibraiaLa Voce della Libraia

  30. Pingback: XXI Secolo – Paolo Zardi | Country Zeb

  31. Pingback: Altro che maya: Paolo Zardi, con meno scarto di anni, profetizza il futuro prossimo con “XXI secolo”. Speriamo che si sbagli. | testuali parole

  32. Pingback: Paolo Zardi, Il giorno che diventammo umani | testuali parole

  33. Pingback: Perché Paolo Zardi è davvero uno scrittore | Versus

  34. Barbara
    19/06/2015

    Ciao Paolo,

    purtroppo (per me) ho iniziato a leggerti tardi.
    Volevo dirti che “Il giorno che diventammo umani” è il più bel libro di racconti che mi sia capitato di leggere da due anni a questa parte (l’ultimo che mi ha coinvolto così é stato “Dieci Dicembre” di Saunders). C’è tutto. Il quotidiano e l’indicibile, c’è testa, pancia e cuore. E c’è l’uomo, nella sua ferocia e debolezza. Ho ordinato tutti gli altri, ma penso che questo in particolare, sarà il mio futuro regalo per molte delle persone che conosco.
    Perché la bellezza è rara.
    E quando si trova, è un obbligo condividerla.
    Felice di averti trovato!

    Grazie
    Barbara

    Mi piace

  35. Simone Bachechi
    23/06/2015

    Gentile signor Zardi,
    siamo quasi coetanei, io ho 43 anni, leggo, scrivo, perlopiù in treno anche io, la conosco per caso e strani sentieri letterari o pseudo tali di aspirante scrittore…e perlopiù di racconti, ha detto che quando ha pubblicato Antropometria è stato uno dei giorni più belli della sua vita…è una cosa molto bella, sicuramente da affiancare agli eventi più belli che riguarderanno la sua famiglia. Anche io immagino sia così se riuscirò a pubblicare, se mai ci riuscirò, intanto sto provando in tutti i ritagli di tempo…sto scrivendo…selezionando, inviando, ha altri consigli da darmi? Intanto le faccio un grande in bocca al lupo per lo Strega.
    Grazie e W i racconti
    Simone Bachechi

    Mi piace

  36. Pingback: "XXI secolo": a breve nelle nostre realtà - Darvax.com

  37. Pingback: Il Principe Piccolo di Paolo Zardi - Recensione

  38. Pingback: Chiacchierando con… Zardi, Zeno e Cotrona – Giuditta legge

Se vuoi dire la tua...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Inserisci qui il tuo indirizzo email, e riceverai una notifica ogni volta che viene pubblicato un nuovo post

Segui assieme ad altri 2.506 follower

XXI Secolo

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

Post consigliati

Vicini di banco

Un’occhata a Twitter

Archivi

Marco Milone

Sito dello scrittore Marco Milone

intempestivoviandante's Blog

Racconti, teatro, letteratura

Itìnera

Il Magazine di Una Romana in America

Oblò(g)

Non ho la pretesa di avere una finestra sul mondo. Mi basta un oblò.

Diario di un giovane naturalista

"Tutto è chimica, governato dalla fisica e spiegato dalla matematica"

BOOK'S THIEF

LADRA DI LBRI

OssiTossina

Una filosofa così oscura che Schopenhauer te lo svendo come precursore del PositiveThinking

mestierelibro

piccola scuola del libro

maledetta tastiera

just write already, you bloody keyboard...

fiabeatroci

Vi darò la narrativa integrale - ma la definizione attenti è provvisoria (Luciano Bianciardi)

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: