Fluorescenze

Aveva capito di essere morto quando, in un pomeriggio di aprile, le luci automatiche del corridoio che portava al bagno non si erano accese al suo passaggio. Da principio aveva pensato che si trattasse di un guasto delle cellule fotoelettriche – gli oggetti avevano la tendenza a smettere di funzionare all'improvviso e senza una ragione... Continue Reading →

La gente non esiste

Nell'ultimo saggio di Philip Roth uscito in Italia, dal titolo "Perché scrivere?" (e d'altra parte: perché non scrivere? Cosa potrebbe frapporsi tra il proprio desiderio e la sua realizzazione? Chiedetelo a cento persone che non scrivono e novantacinque vi diranno che il problema è il "tempo"), nella prima parte, che è la traduzione di "Reading... Continue Reading →

Sezione aurea

Si erano dati appuntamento in un orribile bar vegano che aveva da poco aperto proprio sotto il suo ufficio, in uno di quei palazzi tutti uguali che si affollavano, spintonandosi a vicenda, ad Assago, nel quartiere di Milanofiori; si sarebbero visti alle cinque di pomeriggio di un giovedì di settembre; lei aveva proposto le quattro,... Continue Reading →

Corpi – Stefano Sgambati

Mi chiedevo quale potesse essere un buon modo per finire il 2018. All'inizio avevo pensato di regalare cento euro a tutti quelli che visitano questo blog, ma poi ho pensato che non si sa mai, magari proprio oggi qualche nuovo algoritmo di Google fa puntare il mondo a Grafemi, e io sono rovinato.Ho pensato anche... Continue Reading →

La Gogna

In quello che ritengo essere il migliore album di Vinicio Capossela, "Canzoni a manovella", c'è il brano "Decervellamento", ispirato a un autore francese dell'ottocento, Alfred Jarry. Parla della gogna, del piacere quasi innato di veder morire qualche capro espiatorio, e del rischio di finire male, in questo gioco. Sul finale, infatti, il personaggio principale, tira... Continue Reading →

Due racconti di Chiara Ridolfi

In letteratura, non è difficile essere originali. La vera sfida è rendere l'originalità un elemento necessario del racconto. Quando succede, si prova quel piacere che si accompagna allo stupore - quello, per capirci, che fa spalancare la bocca ai bambini che assistono a un trucco di magia. Chiara Ridolfi, autrice padovana, ha questo particolare talento:... Continue Reading →

Un nuovo concorso di racconti

Più o meno due anni fa, qui su Grafemi avevo organizzato un concorso di racconti che era nato da una sorta di raptus: stanco di leggere racconti tristi e immobili, avevo chiesto di mandarmi qualcosa che mi facesse divertire, dove armonia, simmetria, ritmo, sincronia e una certa felicità si facessero compagnia. Arrivarono più racconti di... Continue Reading →

Dove finiscono i segreti, di Davide Coltri

Da qualche anno, la rivista "effe", curata da Flanerì, sta proponendo racconti di autori esordienti, che vengono affiancati da scrittori che hanno già pubblicato da qualche parte (tra i nomi, Tiziano Scarpa, Michele Vaccari, Luca Ricci, Paolo Cognetti, Demetrio Paolin e prossimamente anche Andrea Tarabbia). La selezione dei racconti degli esordienti è molto severa e... Continue Reading →

København, 1983

Sono nato nella torrida estate del 1970, poco dopo la fine dei mondiali del Messico; mia madre, incinta di me, ricorda le urla notturne dei tifosi-pazienti dell'Ospedale Militare che si estendeva di fronte a casa nostra - a casa sua, a dire il vero: allora non era ancora mia, perchè in quella relazione di possesso... Continue Reading →

La letteratura ovunque

Passo la maggior parte del mio tempo libero pensando alla letteratura - leggendo, scrivendo, parlando con altre persone di libri e scrittori e case editrici -, ponendomi innumerevoli domande, cercando qualche risposta e alla fine mi pare di non aver trovato o capito nulla - comunque nulla di definitivo: non una teoria che tenga insieme... Continue Reading →

Cenere, di Annarosa Tonin

Nell'ambito della Fiera delle Parole, la più importante manifestazione letteraria a Padova, era previsto che io presentassi "Le visitatrici" di Annarosa Tonin ma, per cause di forza maggiore, la presentazione è saltata; per consolarci, esce qui su Grafemi un racconto dell'autrice, che rappresenta bene la sua cifra stilistica e tematica. La Tonin è una scrittrice... Continue Reading →

La cena dei poveri

[Salone cinquecentesco, cani enormi distesi accanto a un portone, lampadari di vetro, tappeti, e specchi ovunque. Al centro, un tavolo; attorno, trentenni con la barba davanti a dei pc; a capotavola, un uomo grande e grosso e un altro più piccolo e magro che lo ascolta]. “Dobbiamo fare qualcosa. Li hai visti i sondaggi? Alle... Continue Reading →

China girl, di Riccardo Righi

La sfilza degli scrittori che a un certo punto della loro vita hanno deciso di cambiare lingua, di abbandonare quella che avevano imparato da bambini per passare a una imparata nel corso della vita, è lunga, e prestigiosa: l'irlandese Beckett, le cui commedie sono in francese, il ceco Kundera, che intorno agli anni novanta è... Continue Reading →

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