Grafemi

Segni, parole, significato.

Il buon lettore

E’ lui – il buon lettore, l’eccellente lettore – che ha salvato piu’ e piu’ volte l’artista dalla distruzione per mano degli imperatori, dei dittatori, dei preti, dei puritani, dei filistei, dei politici, dei poliziotti, dei direttori delle poste e dei pedanti. Mi si permetta di definire questo ammirevole lettore. Non appartiene a una nazione o a una classe specifica. Non c’e’ direttore di coscienza o club del libro che possa gestire la sua anima. Il suo modo d’accostarsi a un’opera di narrativa non e’ determinato da quelle emozioni giovanili che portano il lettore mediocre a identificarsi con questo o quel personaggio e a “saltare le descrizioni”. Il buon lettore, il lettore ammirevole, non s’identifica con il ragazzo o la ragazza del libro, ma con il cervello che quel libro ha pensato e composto. Non cerca in un romanzo russo informazioni sulla Russia, perché sa che la Russia di Tolstoj o di Cechov non e’ la Russia della storia ma un mondo specifico immaginato e creato da un genio individuale. Al lettore ammirevole non interessano le idee generali; ma la visione particolare. Gli piace il romanzo non perché gli permette di inserirsi nel gruppo (per usare un diabolico luogo comune delle scuole avanzate); gli piace perche’ assorbe e capisce ogni particolare del testo, gode di cio’ che l’autore voleva fosse goduto, sorride interiormente e dappertutto, si lascia eccitare dalle magiche immagini del grande falsario, del fantasioso falsario, del prestigiatore, dell’artista. In realta’, di tutti i personaggi creati da un grande artista, i più belli sono i suoi lettori.

(Vladimir Nabokov, Lezioni di letteratura russa, Garzanti, Milano 1994, pagg. 34-5)

ps Il libro Lezioni di letteratura russa non è più in commercio…

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Nel 2016 ha pubblicato "La nuova bellezza", romanzo breve per Feltrinelli Zoom; nel 2017, il romanzo "La Passione secondo Matteo", per Neo Edizioni.

2 commenti su “Il buon lettore

  1. Elle
    16/11/2009

    La visione particolare sììììì, tutta la vita!
    Leggendo un romanzo ci si può identificare nella storia, capita di sentirsi più o meno vicini ad un personaggio, certo.
    Ma sempre, sempre (!) è il pensiero di come son stati costruiti quei personaggi e quei luoghi, che cosa ha portato lo scrittore a tracciare certe linee, sfumandone altre, che pensiero è stato formulato dietro (e dentro) quelle righe, è questo che prevale.
    Un voler andare oltre la parola, un tentativo di penetrare il pensiero-guida e la scintilla che l’ha fatto nascere, seguirne le tracce non solo leggendo ma ricostruendo, immaginando e sorridendo interiormente dappertutto. Una sorta di ricreazione nella creazione.
    I libri migliori che ho letto, li ricordo proprio per quel sorriso lì, che ti resta addosso, pure quando il libro non è più in commercio.

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    • Paolo Zardi
      16/11/2009

      Bella l’idea della ri-creazione nella creazione. Ne sono convinto da sempre: leggere è (o meglio: dovrebbe essere) un atto creativo.
      Tempo fa mi sono trovato davanti ad una poesia in tedesco – credo fosse di Goethe. Be’, io non so il tedesco e ho capito che quelle parole non significavano nulla fino a che non le avesse lette qualcuno capace di capirle; e che non avrebbero avuto nessun valore, fino a che non ci fosse stato qualcuno capace di darglielo.
      Tutti i grandi libri meriterebbero grandi lettori…

      Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 14/11/2009 da in Letteratura con tag , .

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