Grafemi

Segni, parole, significato.

Lo straniero – storie di scrittori senza patria

Qualche giorno fa, sul sito della Neo Edizioni, è uscito un mio “editoriale” – cioè un post – su Nabokov, Conrad, e un tema che mi è caro, cioè il legame tra l’essere stranieri e l’essere scrittori.

“Quando nel 1955, un oscuro editore francese, il cui catalogo si componeva sostanzialmente di letteratura al confine tra l’erotismo e la pornografia (generi che distano tra loro quanto la tensione e la suspense), pubblicò il romanzo di un autore che aveva vissuto i primi vent’anni a San Pietroburgo senza scrivere nulla, i secondi vent’anni in Germania pubblicando libri in russo per gli esuli come lui, e gli ultimi sedici negli Stati Uniti d’America, scegliendo di esprimersi esclusivamente in lingua inglese, quell’autore, Vladimir Vladimirovic Nabokov, una volta che quel romanzo, Lolita, divenne un successo editoriale senza precedenti, e tutta la critica letteraria mondiale si accorse improvvisamente di lui, disse con la consueta spavalderia: “Meritavo che succedesse molto prima”…”

Il post continua qui:  editoriale su Neo Edizioni

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Informazioni su Paolo Zardi

Nato a Padova, sposato, due figli, ingegnere, nel 2010 ha pubblicato, con la Neo, una raccolta di racconti dal titolo "Antropometria", nel 2012 il romanzo "La felicità esiste" per Alet Edizioni; quindi una seconda raccolta di racconti per la Neo, "Il giorno che diventammo umani" nel 2013, arrivato alla quarta ristampa e il romanzo breve "Il signor Bovary" per Intermezzi, nel 2014. Ha partecipato a diverse antologie di racconti tra il 2008 e il 2015. Nel 2015 sono usciti il romanzo "XXI secolo" per Neo edizione (finalista allo Strega, al premio Simbad, a "Scrivere per amore" e al Premio Letterario "Città di Moncalieri") e il romanzo breve "Il principe piccolo" per Feltrinelli Zoom. Sempre nel 2015 ha curato l'antologia "L'amore ai tempi dell'apocalisse" per Galaad edizioni. Ultimamente, è molto stanco per un lavoro che non gli dà tregua.

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Questa voce è stata pubblicata il 30/03/2012 da in Editoria, Letteratura, Recensioni, Scrittura con tag , , , .

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In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli. Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra. Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.

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