Più libri, più liberi, e un po’ di spam

Dal 4 all”8 dicembre, a Roma, c’è la fiera dell’editoria indipendente (da chi?), a Roma, al Palazzo Congressi dell’EUR, in Piazzale Kennedy 1. Si chiama Più Libri Più Liberi, affermazione che trovo vera solo in parte perché prescinde dai contenuti, di questi libri: non basta stampare carta per creare libertà. Comunque, è una buona occasione per vedere cosa bolle in pentola, nella pancia dell’editoria italiana, in quei laboratori sparsi in tutto il paese dove si cerca, con fatica e determinazione, di scovare qualche voce davvero meritevole, sapendo che, una volta trovata, questa andrà a raccontare le sue storie a editori molto più grossi e potenti. Di fatto, il novanta per cento degli autori che dicono di amare la piccola editoria assomigliano a quegli uomini che, non appena hanno l’occasione, mollano la fidanzata un po’ racchia per mettersi insieme a una gnocca: era vero amore? E visto che la manifestazione si fa in un palazzo che si affaccia su una piazza dedicata a Kennedy, mi piace parafrasare un suo famoso discorso, tenuto, credo, a Berlino:

jfk
Kennedy mentre si rivolge ai piccoli autori

“Autori, non chiedetevi cosa può fare la piccola editoria per voi, ma cosa potete fare voi per la piccola editoria”.

La piccola editoria è fatta soprattutto dai piccoli autori che decidono di credere in un progetto appena nato, di investirci il loro tempo, la loro crescita. Credo sia molto bello sapere che una casa editrice ti ha fatto crescere, ma è altrettanto bello sentire di aiutare, in qualche modo, la tua casa editrice a diventare grande.

DIVA3DIo ci vado, approfittando del fatto che ormai da mesi lavoro, e in parte vivo, a Roma. E comprerò un libro (primo spam): “Diva futura” di Fabio Viola, edizioni Indiana. Di Viola si era già parlato in questo post (anzi, ne aveva parlato Viola stesso: era un’intervista): è un autore che apprezzo particolarmente, e che mi ha fatto cambiare idea su “cosa si può scrivere” in un romanzo. Non è solo bravo a scrivere libri: ha anche un’idea chiara di cosa significhi essere un autore, uno scrittore, uno che fa cultura.


bovary

Il secondo spam riguarda un mio libricino, “Il signor Bovary”, edito da Intermezzi. Si tratta di un libro che appartiene alla collana Ottantamila (il numero di battute di cui si compone il racconto lungo) ed esiste solo in formato digitale; tuttavia, come Cenerentola, in occasione delle feste si materializza e diventa di carta. Per chi ama il rumore delle pagine girate e l’odore della carta, la fiera dell’editoria indipentente è una buona occasione per prenderne una copia: costa cinque euro e visto che qui, su Grafemi, non ne ho praticamente mai parlato (solo qui, tanto tempo fa), credo sia giusto riportare un po’ di pareri.

L’alligatore: Tutti gli avvenimenti sono narrati da una voce onnisciente, un terzo personaggio (chi è?… c’è?… esiste?… io non ci credo!), in modo tecnicamente ineccepibile. Si direbbe avvenimenti incalzanti, un susseguirsi di eccessi, divagazioni, storie torbide, banalmente torbide, volutamente banali fino all’eccesso…. riflessioni dotte sulla vita e la società. Basso e alto convivono  perfettamente, in una partita a scacchi dove ogni pedina sembra avere il suo perché (sopratutto quando cade),come dopo la caduta del loro ultimo desiderio…

(il resto della recensione, si può leggere nell’ottimo blog dell’alligatore)

Flavia Parente (l’Araldo):  Con uno stile irriverente, ma allo stesso tempo profondamente intelligente Paolo Zardi inizia dalla commedia la sorvola con leggerezza ed arriva fino alla tragedia, usando un insolito escamotage letterario per narrare la storia.Impossibile non farci coinvolgere dalla sua sagace prosa, ed è evidente che siamo tutti il signor Bovary.

(il resto della recensione, a questo link)

Matteo Giancotti (Corriere della Sera!): 

giancotti

Marco Drago (Il giornale): Difficile trovare qualcuno che oggi in Italia scriva come Zard: preciso, essenziale, empatico. Vite ordinarie, sempre. Impiegati, insegnanti, operai, negozianti. Coppie, famiglie. Zero scrittori, registi, editor, pubblicitari, uffici stampa: Roma e Milano sono lontane, in ogni frase Zardi allude alla sua Padova, cattolica e laboriosa.

(il resto della recensione, a questo link)

Ce ne sono altre, tutte interessanti, che si possono trovare direttamente sul blog di Intermezzi.


Sempre alla fiera (e questo è il terzo spam) si può trovare, oltre ad “Antropometria”, la mia prima raccolta di racconti, anche “Il giorno che diventammo umani“, la mia seconda raccolta, che questo novembre è giunta, udite udite, alla quarta ristampa. Piccole soddisfazioni di piccoi autori che scrivono per piccole case editrici.

quarta


la-vita-sobria-copertina-Neo-Edizioni-x-sitoUltimo spam: da poche settimane è uscita la raccolta di racconti “La vita sobria“, edita da Neo Edizioni e curata da Graziano Dell’Anna. Gli autori della raccolta sono, in ordine di apparizione, Claudia Durastanti, Gianni Solla, Fabio Viola, Alessandro Turati, Francesco Pacifico, Olivia Corio, Dario Falconi, Paolo Zardi, Stefano Sgambati, Filippo Tuena. Come si può vedere, c’è trippa per gatti (inciso: la frase “non c’è trippa per gatti” nasce negli anni quaranta a Roma, quando i macellai, durante la guerra, rifiutavano di regalare le interiora degli animali per nutrire i gatti dei clienti). Di questa raccolta ne hanno parlato anche su “Il venerdì” della Repubblica, il che le ha conferito l’esistenza. Gli autori sono tutti bravi, e confesso che il mio racconto “L’amore reclinato” contiene più di qualche elemento autobiografico, di quel periodo della mia vita, tra il 1999 e il 2001, che io definirei sperimentale.

La raccolta è bella, e interessante: nessuna retorica sul “bere è bello” e neppure il moralismo di “bere fa male”. Storie un po’ alcoliche, di vino, grappe e altri amari. Per chi è a Roma, tra l’altro, il 4 dicembre all’Hula Hop, locale dalle zone del Pigneto, c’è la presentazione ufficiale (anche se non ho mai sentito parlare di presentazioni non ufficiali, abusive o illegali), con Graziano Dell’Anna, Fabio Viola, la Neo Edizioni al gran completo, e me medesimo. Per chi non fosse a Roma quel giorno, be’, si può rimediare sabato 13 dicembre, a Padova, alla libreria Zabarella – orari e dettagli nei prossimi post!

FINE DELLO SPAM

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